Prendere il meglio del sole schivandone i danni è l’obiettivo che tutti si prefiggono all’arrivo di ogni estate.

La bella notizia è che questo obiettivo è raggiungibile, ma, come dice il proverbio, “chi fa da sé fa per tre”, cioè non esistono regole universali, ognuno deve proteggersi in maniera diversa dal sole a seconda dell’età e delle sue caratteristiche individuali, ma anche tenendo presente la stagione, il momento del giorno, tempi e modi di esposizione.

Tutto questo è noto….meno noti sono i benefici ed i rischi dell’esporsi al sole, soprattutto considerando l’aumento di patologie legate all’irraggiamento solare che si stanno verificando in questi ultimi anni. Vediamo di fare un po’ di chiarezza su questo argomento.

termometro in spiaggia sotto il sole

Quali raggi per quale azione

Ogni tipo di radiazione che raggiunge la terra ha una certa influenza sul nostro organismo. Arrivano al suolo, a crescente energia, raggi infrarossi, luce visibile e raggi ultravioletti (UV).

  • I raggi infrarossi sono le radiazioni con il più alto potere termico, per questo sono anche dette radiazioni termiche, e vengono sfruttate proprio per queste proprietà nei disturbi dell’apparato circolatorio e scheletrico per contratture muscolari, dolori post-traumatici, artrosi cervicali, lombari, dorsali, ecc.
  • La luce visibile è la radiazione che permette all’occhio umano di vedere i colori, dal rosso scuro al blu-violetto. La luce visibile può fare danni al nostro organismo più per un effetto fotochimico che per un effetto termico, in particolare la luce blu che colpisce la retina dell’occhio.
  • I raggi ultravioletti Focalizziamo l’attenzione su quest’ultimo tipo di radiazioni in quanto, essendo ad energia elevata, determinano delle ben precise azioni a livello della nostra pelle. Sono detti ultravioletti in quanto sono appena al di là dell’ultimo colore dello spettro visibile, che è appunto il viola.

L’atmosfera e lo strato di ozono filtrano la maggior parte dei raggi UV che arrivano sulla terra, soprattutto quelli ad energia più elevata, cioè gli Uv-lontani e UV-C che vengono bloccati per oltre il 99%, ma anche gli UV-B e UV-A; altri fattori di schermo sono le nuvole pesanti, l’aerosol cittadino (polvere, fumi, ecc.), il vetro, la presenza di elementi verticali come edifici, alberi, ombra; al contrario la sabbia è un buon riflettente e ancor più la neve. L’altitudine aumenta di circa il 10% la radiazione ogni 1000 metri. Quindi non si può stare tranquilli nemmeno quando ci sono nubi leggere, nebbia e sott’acqua a circa 30-40 centimetri di acqua limpida.

giovane donna si spalma crema per proteggersi dai raggi solari
  • UV-A: A livello della pelle penetrano profondamente, fino al derma (strato sottostante l’epidermide) e danneggiano le fibre elastiche, facendo perdere tono ed elasticità e favorendo la comparsa di rughe (invecchiamento cutaneo).
  • UV-B: Questi raggi penetrano nella pelle in maniera inferiore agli UV-A, non oltre l’epidermide, favoriscono la produzione di vitamina D ma sono anche responsabili di scottature solari e macchie cutanee.

Perché ci dobbiamo proteggere dagli UV? Tutti i raggi UV possono danneggiare direttamente il DNA delle cellule. L’organismo reagisce con l’ispessimento della pelle, la riparazione del DNA e stimolando la produzione del pigmento scuro della pelle, la melanina, la sostanza che determina la nostra abbronzatura; così facendo l’energia dei raggi UV viene assorbita e rilasciata sotto forma di calore. Questi meccanismi però potrebbero essere imperfetti e potrebbe sommarsi anche la produzione di specie reattive dell’ossigeno, i cosiddetti radicali liberi, che a loro volta danneggiano profondamente le nostre cellule. In sostanza dobbiamo rassegnarci: l’abbronzatura da sola non è sufficiente a proteggerci dal sole, sempre e dovunque, e quindi dobbiamo mettere in atto altri accorgimenti perché ormai è sicuro: i raggi UV sono classificati dall’OMS come cancerogeni certi.

I benefici del sole

Il sole per noi esseri umani è irrinunciabile. Per molti motivi:

  • Produzione di vitamina D. I raggi UV-B trasformano una parte del colesterolo della nostra pelle in precursori della vitamina D, che poi altri organi (fegato e reni) provvedono a modificare per arrivare alla forma attiva di questo vero e proprio ormone.
  • Regala un senso di benessere ed ha effetti benefici sull’umore, in quanto stimola la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore che migliora il tono dell’umore, stress e ansia.
  • Migliora il sonno per influenza diretta sul ritmo sonno-veglia, in relazione dell’alternanza luce-buio, e per mezzo della produzione melatonina, ormone che facilita il sonno.
  • Migliora alcune malattie della pelle come eczemi e psoriasi, ma anche l’acne (radiazioni UV) se preso per brevi periodi di tempo.
  • Il calore dei raggi infrarossi rilassa la muscolatura dei muscoli e dei tendini, migliorando la mobilità articolare.
  • Le radiazioni UV uccidono batteri, funghi e virus.

I danni provocati dai raggi UV

  • Ustioni (di vario grado): le cosiddette “scottature”, le ustioni più leggere che coinvolgono il primo strato di pelle, sono il risultato dell’eccessiva esposizione al calore dei raggi UV;
  • Malattie della pelle, come le cheratosi, che talvolta possono degenerare in forme pretumorali e tre diversi tipi di cancro della pelle, che si distingue a seconda del nome della cellula da cui prende origine: il più conosciuto, anche se non il più comune, è il melanoma (vedi il FOCUS).
  • Danni all’occhio: degenerazione del cristallino (cataratta), ispessimento della congiuntiva, opacizzazione e difficoltà di movimento oculare, cancro che interessa la cornea o la congiuntiva.
  • Riattivazione dell’Herpes Labiale
bambina si spalma protezione solare

Raggi UV: solo il sole?

Attenzione! Il sole è certamente la principale fonte di raggi UV, ma non l’unica. Includiamo lampade e lettini abbronzanti, lampade per smalto semipermanente, saldatori e laser impiegati in ambito industriale/artigianale, quantità molto piccole di radiazioni UV (comunque nei limiti di legge) vengono emesse anche da lampade a incandescenza, a LED e ai vapori di sodio, e naturalmente lampade germicide impiegate prevalentemente per la disinfezione di ambienti sanitari.

Più sensibili agli UV

Lo sapevi che la nostra pelle e i nostri occhi possono diventare più sensibili alle radiazioni UV quando assumiamo alcuni farmaci per via orale o spalmati sulla pelle? Si chiama reazione di fotosensibilità e si verifica quando il nostro organismo reagisce in maniera esagerata alle radiazioni; in altre parole il farmaco rende la pelle maggiormente reattiva alla luce solare, in particolar modo alle radiazioni UV-A. Oltre ai farmaci dobbiamo stare attenti anche a profumi, deodoranti, lozioni dopobarba come lavanda, lime, olio di bergamotto, olio di limone, legno di sandalo o cedro, ecc.

Le più comuni reazioni ai farmaci insorgono rapidamente (da minuti ad alcune ore) e ce ne accorgiamo perché le manifestazioni sono simili a quelle di una scottatura, con comparsa di bruciature leggere o più pesanti, eritema, prurito, bruciore e iperpigmentazione (macchie scure).  Dipendono dalla dose del farmaco e dall’entità dell’esposizione e sono ben localizzate sulle superfici esposte alle radiazioni. Queste reazioni vengono chiamate fototossiche, perché i raggi UV-A reagiscono con la molecola del farmaco dando luogo a sostanze dannose per l’organismo. Si distinguono dal secondo gruppo di reazioni al sole chiamate fotoallergiche, meno frequenti, in cui il soggetto deve prima sensibilizzarsi, cioè deve aver preso sole già una volta; si manifestano nei soggetti predisposti ad essere allergici. Alla volta successiva di irraggiamento solare anche piccole tracce di farmaco possono scatenare la reazione di orticaria, con eritema, vescicole e desquamazione; il tempo di reazione dell’organismo è più lungo (1-3 giorni) e la manifestazione non è così ben localizzata come nel primo caso, ci può essere anche in parti del corpo non esposte al sole.

Purtroppo non sempre è possibile distinguere chiaramente se la reazione dell’organismo è di tipo fototossico o fotoallergico o entrambe. 

La seguente tabella può dare un’indicazione di massima per gruppi di farmaci, ma è sempre corretto chiedere al medico o al farmacista prima di esporsi al sole e controllare il foglietto illustrativo.

Gruppi di farmaciPrincipi attivi maggiormente fotosensibili
Contraccettivi oraliEs. etiniestradiolo + gestodene
Antidolorifici – antinfiammatori (FANS)Es. Ibuprofene, naprossene, ketoprofene, diclofenac. Nota speciale ketoprofene, anche spalmato sulla pelle: evitare del tutto il sole, può dare manifestazioni importanti
AntiaritmiciEs. Amiodarone (antiaritmico)
AntibioticiEs. Tetracicline, sulfamidici, chinoloni
Ipoglicemizzanti orali (per diabete)Es. Sulfuniluree
AntistaminiciEs. Prometazina – Evitare completamente il sole
Farmaci per l’acne (retinoidi, presenti anche in alcuni cosmetici)Es. Isotretinoina, acido retinoico
Neurolettici (per il sistema nervoso centrale)Es. Clorpromazina, perfenazina
AntifunginiKetoconazolo, voriconazolo
DiureticiEs. Furosemide, idroclorotiazide
CortisoniciEs. Desametasone, beclometasone

Se il farmaco è di uso topico (da utilizzare sulla pelle), ricorda di lavarti bene le mani dopo averlo applicato, perchè le mani sono sempre esposte alla luce del sole.

Alcuni schermi solari contengono PABA (acido paraminobenzoico), ottimo protettivo ma che ricorda nella sua composizione chimica quella di alcuni farmaci diuretici e quindi possono indurre essi stessi fotosensibilizzazione. Persone allergiche a questi farmaci dovrebbero utilizzare altri filtri solari, tipo quelli a base di ossido di zinco e biossido di titanio.

Prevenzione

A parte i casi in cui è consigliata la totale assenza di sole (e non facciamoci trarre in inganno quando il sole è velato…), in linea generale evitare il più possibile l’esposizione al sole soprattutto nelle ore di più intensa radiazione UV (tra le 10-11.00 e le 15-16); indossare abiti leggeri ma coprenti, ampi, in tessuto naturale, cappello, occhiali e protettivi solari a protezione molto alta (50+), adatta a schermare sia UV-B che UV-A nelle aree che rimangono scoperte.

Queste misure preventive vanno bene anche a soggetti che sono geneticamente molto sensibili al sole, come per esempio le persone albine o che soffrono di vitiligine, cioè le persone che hanno mancanza totale o parziale di melanina.

Se la terapia lo consente, assumere o applicare il farmaco nelle ore serali

Cosa fare in caso di avvenuta fotosensibilizzazione

  • Evitare di applicare ghiaccio sulla zona interessata
  • Rinfrescare le zone arrossate con impacchi freschi o docce
  • Se viene febbre, rivolgersi ad un medico
  • Se il gonfiore e orticaria sono localizzati ad occhi e labbra, subito al pronto soccorso

FOCUS

PREVENZIONE DEI TUMORI DELLA PELLE

Distinguiamo essenzialmente 3 tumori della pelle (carcinomi – o epiteliomi – cutanei), a seconda della cellula da cui originano. All’interno dell’epidermide, lo strato più esterno della pelle, esistono i melanociti, cellule che producono la melanina, e le altre cellule chiamate cheratinociti. La degenerazione dei melanociti provoca il melanoma, mentre quella dei cheratinociti prende il nome di carcinoma spinocellulare se proviene dalla degenerazione dei cheratinociti più esterni dell’epidermide o carcinoma basocellulare se proviene dalla degenerazione dei cheratinociti più interni dell’epidermide.  

Questi ultimi due tipi di tumore si sviluppano in prevalenza sulle parti più esposte al sole: cuoio capelluto, viso, orecchie, collo, spalle, dorso. Fattori di rischio sono l’esposizione alle radiazioni (es. per lavoro: pescatori, marinai, contadini, maestri di sci, ecc.), la pelle molto chiara, l’età avanzata, il sesso maschile, il fumo, parenti colpiti dallo stesso male, un’insufficienza del sistema immunitario. L’insorgenza di entrambe le forme tumorali appare associata, anche se in maniera diversa, alle ustioni/scottature solari riportate soprattutto in età infantile-adolescenziale e alla quantità cumulativa di radiazioni ultraviolette assorbite nella vita.

donna in spiaggia con cappello

Prevenzione dei tumori della pelle – le regole di base

  • Esponiti al sole in maniera moderata evitando le ustioni; attenzione massima nelle ore in cui il sole è più forte (11.00-16.00),
  • Spalmati su tutto il corpo la protezione solare adeguata rinnovandola periodicamente
  • Riduci al massimo l’esposizione ai raggi UV di lampade o lettini abbronzanti
  • Informati dal tuo farmacista se i farmaci che stai prendendo sono foto-sensibilizzanti, cioè aumentano la sensibilità della pelle alla luce solare (es. antibiotici, antistaminici, ecc.)
  • Attenzione maggiore se sei esposto a radiazioni ionizzanti, o sei un fumatore
  • Cappelli, magliette, occhiali da sole e creme solari protettive devono essere sempre con te
  • I bambini ed i giovani sono molto sensibili alle scottature; applica le regole sopra descritte ancora con maggiore rigorosità. Ricorda che il processo tumorale è molto lento e spesso può derivare da un’alterazione avvenuta nell’infanzia
  • Se noti qualsiasi variazione dell’integrità della pelle, come la comparsa di una lesione o macchia o l’alterazione di qualche neo, consulta subito il dermatologo

Il melanoma

È un tumore della pelle abbastanza raro rispetto agli altri sopra citati: tra tutti i tumori della pelle ne costituisce il 5%, ma se ne parla spesso perché è dotato di una alta malignità potenziale.  La fascia di età più colpita è tra i 45-50 anni e si può sviluppare in qualsiasi parte del corpo, anche in quelle non soggette all’esposizione diretta del sole, come pianta del piede, pieghe cutanee, mucose, ecc,.  Poiché non esiste per ora un programma di screening della popolazione per questo tipo di tumori e non esistono sicuri indizi predittivi è molto importante controllarsi la pelle da soli, a partire dai 25-30 anni di età, epoca in cui cessa la comparsa di nuovi nei e inizia il periodo di rischio di melanoma. Attraverso il riconoscimento precoce e la sua asportazione, si ha la guarigione totale.

donna si abbronza in piscina

Controlla periodicamente l’aspetto della tua epidermide. Controllare la pelle ed i nei è un’operazione molto importante che dovrebbe essere eseguita almeno 3-4 volte all’anno, meglio ogni mese nei soggetti a rischio, con l’aiuto di uno specchio e di una persona di fiducia, soprattutto se ti identifichi in una o più di queste situazioni:

  • Pelle molto chiara o che si scotta facilmente, pelle con lentiggini
  • Ripetute scottature solari nell’infanzia o adolescenza
  • Frequente esposizione a radiazioni ultraviolette artificiali di lampade abbronzanti o lettini solari
  • Età avanzata e sesso maschile
  • Tanti nei in tutto il corpo, oppure in zone poco visibili come dita piedi, ombelico, pieghe sottomammarie, genitali, ecc.
  • Sé stessi o parenti colpiti da tumori cutanei
  • Difese immunitarie basse

Come si fa a controllare la cute e i nei?

Il controllo casalingo

Mettiti in una stanza ben illuminata davanti allo specchio, e guarda ogni lembo di pelle e neo presente sul tuo corpo, facendoti aiutare da altre persone per riuscire a controllare le aree non raggiungibili.

Dobbiamo prestare attenzione alle modificazioni o cambiamento di aspetto di qualche lesione o macchia sulla pelle o alterazione di nei esistenti.

Per i nei applica lo schema sottostante:

  • A – come Asimmetria: forma irregolare
  • B – come Bordi: irregolari o sfrangiati
  • C – come Colore: colore molto scuro o con sfumature diverse all’interno dello stesso neo
  • D – come Dimensioni: in aumento sia in larghezza che in spessore
  • E – come Evoluzione, cioè cambiamenti di aspetto in un tempo abbastanza breve

Guarda anche se il neo sanguina, prude o è circondato da un’area arrossata. In tutti questi casi contatta subito il medico o recati dal farmacista.

Perché controllare i nei? Perché i melanociti, da cui deriva per degenerazione il melanoma, sono presenti in maniera addensata nei nevi della pelle, comunemente detti nei. In ogni caso I melanomi possono formarsi sia a partire da nei preesistenti, che ex-novo dopo i 20-25 anni. In entrambi questi casi bisogna guardare se la lesione cresce, rapidamente oppure anche lentamente ma continuamente, o si modifica, considerando questi indizi come un campanello di allarme. Particolare attenzione va dedicata ai nei congeniti (presenti fin dalla nascita), nei moriformi, nei a macchie irregolari, nei con parte centrale in rilievo (aspetto a “uovo al tegame”).

Il controllo professionale

Per agevolare l’esame visivo della pelle ed il controllo dei nei esistono oggi strumentazioni moderne ed affidabili come il dermatoscopio ad epiluminescenza, che permettono l’ingrandimento della lesione e la sua illuminazione con luci speciali, presenti negli studi professionali o anche in farmacia. Il macchinario permette al dermatologo di controllare con alta precisione le lesioni, specialmente quelle pigmentate, è in grado di anche di effettuare fotografie, utili per un confronto a distanza di tempo. Lo specialista potrà effettuare anche una mappatura dell’intero corpo o di aree definite confrontabile di anno in anno.

Bibliografia

Articolo a cura della Dottoressa Valentina Tomasi, Farmacista e Tossicologa

FARMACIA BONIN
VIA SACILE 2,
FIASCHETTI DI CANEVA, PN
0434778675
[email protected]

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