Quando si parla di sale, il collegamento alla patologia dell’ipertensione o ad altre problematiche è quasi scontato. 

Per cui normalmente vengono date delle indicazioni al fine di portarci a consumare poco sale. Ma vale la stessa cosa per gli atleti? 

L’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) raccomanda un consumo giornaliero di sale (NaCl) inferiore ai 5 grammi, corrispondenti a circa 2 grammi al giorno di sodio (Na), ovvero un consumo molto ridotto. Nel nostro Paese, oltre al sale che aggiungiamo agli alimenti dobbiamo fare attenzione al sale “occulto”, ovvero quello già presente in molti prodotti che consumiamo (pane e panificati, salumi, formaggio).

Il consumo di sale è purtroppo collegato ad un aumento di patologie che vanno dall’ipertensione a quelle vascolari ed è proprio questa la ragione per cui bisogna porre attenzione.

Ma cosa accade quando assumiamo sale? Il corpo tende a trattenere sempre più liquidi nel sangue. Ciò si traduce in una espansione del volume totale del sangue ed un aumento della pressione sanguigna.

C’è poi un altro aspetto legato al consumo di sale negli ipertesi: non tutti i pazienti a cui viene ridotto il sale all’interno del regime alimentare, riescono ad avere giovamenti dal punti di vista della pressione. 

Il tema del consumo del sale risulta sempre di grande attualità e viene studiato con attenzione da molti dottori e ricercatori. Le ipotesi che anche un basso contenuto di sodio possa essere potenzialmente sbagliato non mancano. Il dottor Di Nicolai, autore di questo studio pensa esista una relazione tra l’assunzione di sodio e la salute che si può tradurre con una curva a forma di “J” e non lineare.

Egli sostiene che, proprio come accade con tutte le altre sostanze di cui non possiamo privarci, esistano limiti sia inferiori che superiori che condizionano l’ottimale stato di salute: un consumo troppo basso di sodio potrebbe causare le stesse problematiche di un consumo eccessivo. 

Va da sé che un tema così importante e ad ampio spettro come quello dell’assunzione del sale, vada trattato nella sua intera complessità. (e specie nel caso degli ipertesi discusso con il proprio medico curante.)

ATLETI DURANTE L’ATTIVITÀ

E nel caso degli atleti? Che parametri e che regole vanno considerate?

Per gli sportivi, il consumo di liquidi contenenti sale, in occasione di allenamenti sia brevi che lunghi, permette un aumento del volume del sangue prima di avviare il processo di sudorazione dovuto allo sport. Il sodio ha anche la caratteristica di ridurre poi l’affaticamento ai muscoli e ciò si traduce in un recupero più veloce ed immediato. 

ATLETI IN GENERALE NELL’ALIMENTAZIONE

In genere, l’individuo comune ha bisogno di circa 2000 mg di sodio per le sue necessità fisiologiche giornaliere. Il nostro stile di vita sposa un tipo di dieta assai abbondante di sale (oltre i 3000 mg /die), pertanto è comprensibile quanto, nel lungo termine ciò possa diventare problematico. 

Gli atleti sudano parecchio e il sudore ha la caratteristica di contenere molto sodio (1 litro = 1000 mg di sodio). Per tale ragione non è così raro che un atleta possa essere in deficit di sodio visti i suoi consumi di circa 1,5-2 litri/h di sudore. Ciò proietta l’atleta in una situazione del tutto diversa proprio perché per lui necessita di sodio e se non ne consuma a sufficienza rischierebbe di sentirsi male e la sua performance potrebbe non essere ottimale.

Pertanto, se dovessimo fare un’analisi di atleti amatoriali e dilettanti, con volumi di allenamenti ridotti potremmo validare la regola del controllo del sale assunto (lo sport, tra le altre cose, è assai benefico perché fa sudare quello prodotto in eccesso).

Per quanto riguarda invece gli atleti semi professionisti e professionisti, che si allenano molte volte a settimana, andrebbe aumentato un pò l’apporto di sale nella dieta al fine di reintegrare quello perso!

Ciò va fatto tuttavia con attenzione tutte le variabili possibili, tra cui indubbiamente il caldo e la sudorazione.

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