Bella, morbida, coccolosa, rosea…un sogno! Parliamo naturalmente della pelle di un neonato o di un piccolo bambino, toccarla è una bella sensazione. Ma perché è così diversa dalla nostra? E soprattutto, come dobbiamo trattarla affinché rimanga sana e bella?

La pelle di un neonato (bambino o bambina, non importa) si modifica costantemente a partire dai primi mesi di vita fino ad arrivare alla fase dell’adolescenza, età in cui i cambiamenti ormonali si fanno sentire in tutto l’organismo e la pelle assume le caratteristiche tipiche di un adulto; per capire bene come comportarsi con questo organo molto esteso del corpo e comprenderne le fragilità, partiamo dalla conoscenza dalle differenze fisiologiche rispetto alla pelle degli adulti, per poi approfondire i capitoli della  detersione e l’idratazione.

neonato con mamma

Differenze “a pelle” bambino-adulto: quali?

  1. SPESSORE – lo spessoredell’epidermide di un bambino(lo strato superficiale della pelle) è inferiore, le cellule sono più piccole e meno legate fra di loro. Questo fa sì che le sostanze a contatto con la cute vengano assorbite più rapidamente e in misura maggiore rispetto all’adulto. Subito vengono in mente i cosmetici, utilizzati ad esempio per la detersione e l’idratazione, ma dobbiamo pensare a qualsiasi cosa, anche i farmaci!
  2. RESISTENZA – minore resistenza dovuta a vari fattori:
    1. la secrezione sebacea di un bambino è di gran lunga inferiore rispetto a quella dell’adulto. Le ghiandole sebaceedel piccolocominciano ad essere attivenella pancia della mamma, a ridosso degli ultimi tre mesi digestazione; il miracolo della natura fa sì che quando nasce è ricoperto da un velo di sostanza sebacea-cerosa di colore biancastro (“vernice caseosa”) che lo proteggeva dalla macerazione dovuta all’ambiente acquoso del liquido amniotico. Dopo il parto le ghiandole sebacee, non più stimolate dagli ormoni della mamma, si acquietano e rimangono poco attive fino all’adolescenza. Come conseguenza durante tutta la crescita del bambino quella “pellicola” protettiva costituita da acqua e sebo che copre la superficie della pelle (film idrolipidico) è poco sviluppata.  
    1. La diversa acidità della pelle. Se parliamo di un bambino il “mantello acido protettivo” tipico dell’adulto non è ancora tarato su quei valori protettivi (più acidi)
    1. Microrganismi – La pelle del bambino, sterile alla nascita, viene colonizzata dai microrganismi che troviamo su qualsiasi tipo di pelle, che sono generalmente innocui in condizioni di normalità, ma che possono risultare causa di fastidi/malattie in aree particolari, come quella del pannolino: in questa zona la temperatura elevata, l’umidità e le sostanze irritanti possono favorire lo sviluppo di microrganismi patogeni, tipo la Candida albicans.
    1. Minore resistenza anche nei confronti delle radiazioni solari (vedi specifico BOX di approfondimento)
  3. IDRATAZIONE – la pelle dei bambini è più turgida perché in proporzione ha una maggiore quantità di acqua, ma si disidrata anche più facilmente!
  4. REGOLAZIONE TERMICA – le ghiandole sudoripare raggiungono l’attività che chiamiamo normale in circa 2 anni, per cui attenzione alla temperatura esterna elevata o alla febbre: il raffreddamento dell’organismo dovuto al sudore non è pienamente attivo nei primi anni di vita! Inoltre Il sistema dei piccoli vasi della cute non è ancora sviluppato appieno e quindi fa fatica ad adattarsi ai cambiamenti di temperatura con la vasocostrizione o vasodilatazione.

In sintesi la funzione barriera dell’epidermide (il nostro “scudo” per gli agenti esterni), è di gran lunga inferiore nel bambino rispetto all’adulto e la pelle risulta essere:

  • più sensibile
  • più soggetta a disidratazione e secchezza
  • maggiormente vulnerabile a tutte le aggressioni esterne (chimiche, fisiche e microbiche).

Box di approfondimento: la melanina e la pelle dei bambini al sole

La melanina è quel pigmento scuro di difesa della pelle che si attiva quando prendiamo il sole. La pelle di un adulto, che ha già visto il sole molte volte, dispone di una pigmentazione veloce che si attiva rapidamente con l’esposizione ma che non è così protettiva come la melanina di nuova sintesi, prodotta e rilasciata nel giro di 3 giorni.

Radiazioni solari nei bambini: allerta massima! Al contrario degli adulti, la pelle dei bambini non dispone di questi meccanismi rapidi, e soprattutto sotto i 3 anni di età la produzione di melanina è molto scarsa; è quindi estremamente importante in questa fascia di età effettuare le esposizioni al sole in maniera molto graduale, proteggendoli con creme 50+  e evitando le ore centrali della giornata dove i raggi UV sono più forti. Il momento migliore per far prendere un po’ di sole al tuo bambino è il tardo pomeriggio. Successivamente si può stare al sole al mattino presto e nel tardo pomeriggio. Continua con tutti questi accorgimenti fino almeno ai 6-8 anni di età, meglio fino all’adolescenza e considera che non necessariamente devi essere in vacanza (montagna, mare…) ma che in estate è bene applicare la crema solare nelle zone scoperte del corpo anche durante una passeggiata in centro o al parco. In altre parole massima protezione dai raggi UV quando i bambini stanno all’aria aperta, sempre.

Sotto l’anno di età un ulteriore accorgimento: non esporre mai la pelle al sole diretto.

Perché così tanta apprensione nei confronti del sole?

Oggi si sa che la maggior parte dei danni provocati dalle radiazioni UV si verifica prima dei 18 anni: stiamo parlando di lesioni che la pelle “ricorda” anche a distanza di anni e che possono provocare col tempo patologie gravi. Il sole può fare male sia se preso in maniera continua (non protetti), sia se preso in maniera discontinua e intensa, con scottature, in particolar modo in età infantile/adolescenziale.

bambino sotto l'ombrellone

Prendersi cura della pelle del bambino

Vuol dire detergerla, idratarla e proteggerla in maniera adeguata, scegliendo prodotti appositamente formulati e specifici per l’infanzia, ipoallergenici e a pH bilanciato. Di seguito i principali consigli.

Detersione, idratazione e protezione della pelle dei più piccoli: i consigli del farmacista

Prima regola: almeno fino al compimento del primo anno di età è preferibile non usare detergenti schiumogeni proprio perché la pelle del bambino risulta molto delicata. All’interno di questo lasso di tempo si possiamo distinguere due fasi:

Primi tre mesi di vita – in questa fase bisogna tenere a mente due concetti:

  • le ghiandole sebacee del neonato sono ancora attive (sono ancora sotto l’influsso degli ormoni della madre) e quindi esiste sulla sua cute una pellicola protettiva naturale che si è creato ancora prima della nascita (“vernice caseosa”);
  • il neonato non viene mai a contatto con lo “sporco” perché fondamentalmente la sua attività si riduce a mangiare e dormire e viene toccato quasi esclusivamente dalle mani dei genitori.

Consigli per la gestione: la pulizia necessita quindi di pochi accorgimenti e pochissimi prodotti. Per il bagnetto si possono utilizzare alcuni cucchiai di amido di riso puro (1 o 2 cucchiai direttamente nella vaschetta) e poco sale grosso e il bambino non va risciacquato perché così l’amido lascia sulla pelle una patina rinfrescante, lenitiva, protettiva e anti-arrossamento.

Anche per lavare la testa possiamo utilizzare l’acqua del bagnetto, a meno che non compaia la cosiddetta “crosta lattea”, che è una manifestazione di vivace attività delle ghiandole sebacee con formazione di croste di sebo (vedi paragrafo dedicato in quest’articolo).

Dopo i primi tre mesi e fino ai 12 mesi

I concetti fondamentali sono i seguenti:

  • le ghiandole sebacee del neonato vanno in riposo fino all’adolescenza e quindi la pellicola protettiva naturale è ridotta; la cute diventa più delicata, meno protetta e si assiste ad una maggiore tendenza alla secchezza cutanea;
  • il piccolo comincia a interagire con il mondo e a venire a contatto anche con il pavimento di casa su cui “gattona”: è il momento opportuno di vigilare e di cominciare ad attuare una corretta igiene personale, soprattutto delle manine, in aggiunta a quella dei vestiti.

Consigli per la gestione – Insieme all’amido di riso per il bagnetto possono essere aggiunte alcune gocce di oli vegetali con vitamina E affini al tessuto cutaneo del bambino (olio baby in primis, appositamente formulato per la prima infanzia, che contiene oli vegetali ed eventuali altre sostanze addolcenti, emollienti – N.B. controllare sempre gli ingredienti!), in alternativa il semplice olio di mandorle dolci o olio di germe di grano): lo scopo è quello di idratare e proteggere la cute. Questi prodotti hanno il vantaggio di non contenere conservanti.

neonato che sorride con mamma

Seconda regola: ricorda sempre!

  • La zona sederino va pulita ad ogni cambio, proprio per le particolari condizioni favorenti il proliferare microbico (caldo, umido e sostanze irritanti). Questa zona va risciacquata con acqua oppure con acqua e una punta di detergente extra delicato in caso di feci. In ogni caso questa operazione va sempre fatta prima del bagnetto. In seguito la pelle deve essere asciugata molto bene prima di mettere il pannolino (tamponandola, non sfregandola) ed è possibile utilizzare pomate a base di oli ed estratti vegetali lenitivi come la calendula, l’aloe, la camomilla, l’alfa-bisabololo e l’ossido di zinco (o l’avena) con funzione protettiva, calmante e cicatrizzante, al fine di prevenire gli arrossamenti cutanei.
  • Il tempo del bagnetto deve essere abbastanza breve (circa 10 minuti) e l’acqua caldo-tiepida (intorno ai 37 gradi), in quanto la combinazione di acqua molto calda e bagni lunghi rimuovono i grassi protettivi dalla pelle. Il bagnetto inoltre è un’ottima occasione per verificare lo stato di salute della pelle del bambino la quale ci fornisce parecchie indicazioni sulla salute generale. Impariamo ad osservarla!
  • In linea generale le salviette detergenti, tanto comode, lasciano sulla pelle le sostanze di cui sono imbevute e quindi sono da utilizzare solo nei casi di necessità (in viaggio, per le emergenze, ecc.). L’eccezione che conferma la regola: esistono salviette speciali che contengono solo il 99,9% di acqua e una goccia di estratto di frutta, pure biodegradabili, adatte anche alla pelle sensibile dei neonati e dei pretermine e quindi utilizzabili sempre e tranquillamente (il nome ricorda l’acqua: WaterWipes).

Dopo il primo anno

Il bagnetto – Dopo il primo anno di vita la detersione va fatta con un detergente extra delicato specifico per bambini o un olio detergente, evitando i bagnoschiuma colorati e profumati degli adulti che potrebbero contenere sostanze troppo aggressive. Utilizzando una spugna naturale precedentemente bagnata il detergente va applicato sulla pelle diluito, va sempre ben risciacquato e si procede infine con l’asciugatura della cute in maniera accurata e delicata, senza strofinare.

Pulire i capelli – utilizzare uno shampoo appositamente formulato per bambini che non provochi bruciore agli occhi; in ogni caso diluirlo prima con acqua. Massaggiare delicatamente il cuoio capelluto con i polpastrelli (attenzione alle unghie!) e infine risciacquare bene per evitare depositi di residui.

L’idratazione della pelle: oltre agli oli vegetali man mano che il bambino cresce possono essere utilizzati anche i latti idratanti, sempre formulati per l’infanzia.

E il “vecchio” talco?

Orgoglio di nonne e mamme ora è caduto un po’ in disuso per il pericolo della eccessiva inalazione da parte del bambino. Per i nostalgici troviamo la forma liquida: le polveri disciolte svolgono egregiamente il loro lavoro di assorbire l’umidità e hanno un effetto lenitivo in caso di arrossamento e prurito.

FIN QUI TUTTO BENE, MA LE COSE NON SEMPRE VANNO LISCE….

neonato che gattona sul pavimento

Principali problemi di pelle nei neonati/bambini

Dermatite da pannolino

Molto comune è dovuta alla macerazione della pelle nell’area dei genitali e dell’ano da parte di calore, umidità e sostanze irritanti, soprattutto urine e feci, ma potrebbe anche essere determinata dal materiale con cui sono fatti determinati pannolini, i detersivi di lavaggio per quelli riutilizzabili, una pelle particolarmente sensibile del bambino (es. se soffre di dermatite atopica) o il pannolino/indumento troppo stretto, che strofina continuamente la pelle. Attenzione anche al cambio di alimentazione del bambino, ad esempio durante lo svezzamento, per via della diversa composizione delle feci. Si presenta sotto forma di arrossamento più o meno marcato, con essudazione, gonfiore, desquamazione.

Consigli per la gestione – Nelle forme lievi è sufficiente pulire bene la zona con acqua o al massimo con una goccia di detergente delicato, asciugare bene la pelle senza sfregare (tamponandola) e lasciarla respirare il più possibile. Successivamente applicare creme protettive come quelle all’ossido di zinco. Nei casi più severi è possibile una proliferazione di microrganismi (es. Candida albicans) per cui è bene consultare il pediatra se il bambino manifesta febbre, irrequietezza, insonnia, eruzioni al di fuori della classica area interessata.

Prevenzione:

  • Cambiare di frequente il pannolino: lo scopo è quello di tenere il sederino asciutto e pulito per il maggior tempo possibile
  • Non tenere il pannolino troppo stretto
  • Non esagerare con la crema o pasta all’ossido di zinco: basta un sottile strato due volte al giorno

Pelle screpolata

Manifestazione frequente nei primi mesi di vita, per la quasi assente produzione di sebo e la delicatezza della pelle, è visibile soprattutto su viso, mani, ginocchia e gomiti.

Consigli per la gestione – Questa manifestazione di solito si risolve spontaneamente man mano che il bambino cresce, adottando però alcuni accorgimenti (vedi sotto) e utilizzando oli idratanti vegetali o olio baby naturale.

Prevenzione:

  • Preferisci il vestiario in tessuti naturali e freschi, altamente traspiranti e privi di sostanze nocive
  • Lava gli indumenti del piccolo con detersivi delicati senza ammorbidenti e separatamente da quelli degli adulti; questo vale anche per i vestiti nuovi
  • Idrata bene il piccolo
  • Evita i bagnetti prolungati in acqua calda
  • Fai attenzione anche alla temperatura ed umidità degli ambienti dove il piccolo vive/dorme, eventualmente acquistando un umidificatore.
bambino che ride in braccio al papà

Sudamina

Chiamata anche “miliaria” o “sudorina” è una dermatite da eccessiva sudorazione, che si può presentare in caso di febbre, temperature e umidità esterne elevate, eccessiva vestizione o indumenti poco traspiranti. Si presenta con micro bollicine puntiformi biancastre su fondo arrossato e ruvido, senza prurito, a livello prevalentemente del tronco ma anche di collo, nuca, ascelle, inguine e pieghe del corpo. Non è pericolosa e non deve destare preoccupazione. Si sviluppa in quanto i dotti sudoripari, immaturi, si bloccano per vari motivi, così il sudore non fuoriesce dai pori e rimane intrappolato sotto la pelle causando eruzione cutanea.

Consigli per la gestione – Una volta che si è manifestata bisogna tenere più asciutta la pelle del corpo e quindi:

  • Fai al bambino un bagnetto rinfrescante e lenitivo, anche più volte al giorno, asciugandolo bene
  • Stai attento che il bambino non si gratti, soprattutto con le unghie

Prevenzione

  • Vesti meno il bambino e utilizza indumenti freschi e non aderenti
  • Evita di farlo uscire nelle ore più calde della giornata
  • Mantieni l’ambiente di casa asciutto e fresco
  • Idrata sempre bene il bambino

Con questi accorgimenti dopo qualche giorno la dermatite scompare in maniera naturale. 

Marezzatura cutanea

Viene chiamata così una manifestazione della pelle del bambino piccolo (primi mesi di vita) che appare solcata da striature che ricordano le venature del marmo. Non è nulla, dipende dall’immaturità della cute di adattarsi con rapidità alle variazioni di temperatura.

Prevenzione

Alcune accortezze: svestire il bambino a “settori” (prima sopra e poi sotto o viceversa) e adattarlo con gradualità alle temperature diverse, ad esempio prima del bagnetto tienilo vicino al corpo avvolto in un asciugamano.

Crosta lattea

La crosta lattea dei lattanti è una condizione assolutamente benigna e per nulla dolorosa o infastidente per il bambino. Deriva da una stimolazione delle ghiandole sebacee del lattante che producono il sebo, il quale si stratifica formando delle squamette di colore bianco-giallastro. Sono visibili soprattutto in testa, sul cuoio capelluto, palpebre, sopracciglia, zona dell’orecchio, ma anche su collo, braccia e zona perigenitale. Di solito provocano grande apprensione nei genitori, ma il disturbo è solamente estetico. Statisticamente si nota perlopiù dopo qualche settimana dalla nascita, raggiungendo un picco al terzo mese di vita, per poi andare a scemare entro l’anno di vita. Si risolve quindi spontaneamente.

Consigli per la gestione – Si può anche non fare alcunché in quanto si risolve spontaneamente. Se si vuole proprio fare qualcosa si possono ammorbidire le crosticine con un batuffolo di cotone imbevuto in un olio vegetale, evitando di staccare le crosticine per non irritare ancora di più la pelle.

Bibliografia

Penazzi Giulia – La pelle del bambino. Ed. Tecniche Nuove, 2004.

https://www.msdmanuals.com/it-it/casa/problemi-di-salute-dei-bambini/sintomi-nei-lattanti-e-nei-bambini/eruzioni-cutanee-nei-bambini

Penazzi Giulia – Come sono fatti i cosmetici. Guida pratica alla lettura dell’INCI, Ed. Edra, 2020

Articolo a cura della Dottoressa Valentina Tomasi, Farmacista e Tossicologa

FARMACIA BONIN
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