In attesa di avere Anna Incerti e Nicola Giovanelli come ospiti a Villa Frova abbiamo pensato di fargli qualche domanda e i due atleti si sono prestati a questa intervista doppia.

A che età hai iniziato a praticare la corsa Anna e tu Nicola, il trail running?

A.I.: Ho iniziato a circa 16 anni grazie alla scuola. Poi, un allenatore “testardo” mi ha pian piano convinta che la corsa sarebbe stata la mia vita.

N.G.: All’epoca quando iniziai – avevo circa 17-18 anni – sia chiamava “corsa in montagna”, ma prima della corsa praticavo l’orienteering e lo sci di fondo. In ogni caso, ero sempre in montagna a far fatica!

Se dovessi trovare delle similitudini tra questi due sport (corsa e trail running) quali sarebbero?

A.I.: Il controllo del proprio corpo ed il rispetto degli avversari.

N.G.: La fatica e le soddisfazioni

Quante ore ti alleni al giorno?

A.I.: Circa due ore al giorno, ma dipende molto dai periodi.

N.G.: Un’ora, un’ora e mezza, ma se potessi non lavorare mi allenerei il doppio di ciò che faccio ora.

Come cambia il tuo training quando sei sotto gara?

A.I.: Cambia con una graduale riduzione dei carichi di allenamento e focus sull’obiettivo.

N.G.: Faccio meno ore e pongo più attenzione all’alimentazione e all’ integrazione. Inoltre, sono particolarmente attento ai recuperi.

A livello nutrizionale segui qualche accortezza particolare?

A.I.: Sinceramente ho uno “stile” alimentare che mi permette di mangiare tutto nelle giuste quantità, ma non ho mai pesato le quantità.

N.G.: Mangio un po’ di tutto e… non toglietemi la birra! 🙂

Noi in farmacia siamo appassionati di nutrizione e integrazione sportiva, (quella fatta bene, pensata per obiettivi e/o esigenze specifiche e non fatta a caso) c’è qualche integratore particolare che usi e perché?

A.I.: Prima di ogni allenamento intensivo sempre l’Extrashot perché mi “sveglia” le gambe, dopo una busta di Recupero (Extreme), che mi permette di sentirle meglio e meno stanche.

N.G.: In allenamento è fondamentale il recupero, in gara e allenamento sono fondamentali i gel.

Che cos’è che ti piace di più dello sport che pratichi?

A.I.: La possibilità di mettermi alla prova in una disciplina che ormai è parte della mia vita.

N.G.: La montagna. Vivo la montagna a 360° e quando non hai voglia di fare troppa fatica, basta camminare e godersi il panorama.

Chi ti ha iniziato a questa disciplina sportiva? C’era qualcuno della tua famiglia che già la praticava oppure sei stato/a tu ad avvicinarti a questo preciso sport?

A.I.: Grazie alla scuola, ma ancor di più grazie ad un allenatore “testardo” che vedeva in me un’atleta da “medaglie”.

N.G.: Mio padre era un super sportivo (bici, sci di fondo…)

Hai sempre praticato la corsa (maratona) e il trail running, oppure prima facevi qualcos’altro?

A.I.: Ho iniziato a fare sport con la corsa.

N.G.: Come ho detto in precedenza, prima del trail running praticavo lo sci di fondo e l’orienteering a livello agonistico.

Che consiglio ti senti di dare a chi vuole iniziare a praticare il tuo sport?

A.I.: Quello di iniziare gradualmente le attività, magari alternando con discipline simili come la bici. Inoltre, consiglio di dare il giusto tempo di recupero fra le sedute di allenamento.

N.G.: Iniziate con escursioni facili, imparate a conoscere l’ambiente prima di iniziare ad avere ritmi veloci. Se volete correre in montagna, prima iniziate a correre in pianura.

Come superi i momenti critici durante le competizioni?

A.I.: Cerco di mantenermi concentrata e di trovare le energie per raggiungere quanto prima il traguardo.

N.G.: Chiudo gli occhi e divento invisibile

Se dovessi dire in percentuale quanto c’è di lavoro fisico e di testa nella disciplina che pratichi, quali sarebbero?

A.I.: Entrambe

N.G.: 100% fisico, 100% di testa: servono tutti e due, sempre!

Chi è stato il tuo più grande Maestro?

A.I.: Non ne ho avuto uno preciso, ma ho avuto tante persone ed atleti come esempio. Ho avuto la fortuna di allenarmi con Massimo Modica (argento mondiale di maratona), Stefano Baldini (oro Olimpico di maratona) e molte altre figure. Mi hanno insegnato molto.

N.G.: Di Maestri forse non ne ho, ma a livello di ispirazione sì: Fabio Meraldi, Bruno Brunod.

Qual è la frase che serve a darti la motivazione giusta per non mollare e che ti piace ricordare quando corri?

A.I.: Se faccio fatica io la fanno anche gli altri

N.G.: “Non fa male, non fa male!”, oppure, “In cima, inizia la discesa!”

Qual è stato il momento sportivo che non dimenticherai mai?

A.I.: I Campionati Europei di maratona a Barcellona 2010

N.G.: La Red Rock Marathon 2008, il Campionato italiano: ero sempre uno dei più giovani ed ho fatto il quarto posto. Paolo Gotti che andava fortissimo ed aveva vinto mi disse: “Tranquillo, di gare così ne vincerai in futuro!” Aveva ragione!

Quanto è importante affidarsi a professionisti seri quando si inizia a praticare uno sport come il tuo?

A.I.: Direi indispensabile

N.G.: Sono di parte, mi riservo la facoltà di non rispondere! 😉

Lo sport che pratichi ha sempre maggiori adepti: secondo te, da cos’è che dipende ciò?

A.I.: Ci si sta accorgendo che l’essere umano ha bisogno di movimento. La società moderna deve evolversi per quello che siamo: corridori

N.G.: La gente è stufa di cronometri, stress, traffico, bitume… La montagna dà molta più libertà, meno competizione e… più soddisfazione!

Quali saranno i tuoi prossimi impegni futuri?

A.I.: Sicuramente una maratona primaverile e qualche gara di avvicinamento.

N.G.: Sono ancora in fase di studio per le gare 2019: forse il Mondiale?

Ci consigli un bel libro che parla di sport?

A.I.: Ahimè non leggo libri legati allo sport. Cerco di estraniarmi leggendo altro.

N.G.: Ne conosco uno che ho scritto io :-), ma forse in questo periodo direi: “Spingi che sennò bestemmio” di Marco Pastoresi, un libro dedicato agli ultimi. Senza di loro non ci sarebbero nemmeno i primi.

Ringraziamo i  due atleti e ricordiamo che potrete vederli dal vivo Giovedì 6 Dicembre  20.45 a Villa Frova