Intervista al Dott. Mike Maric

1) Dott. Maric, è stato il mare ad essere stato generoso con lei, o è lei ad esserlo stato con il mare?

Credo che il mare mi abbia sicuramente dato molte possibilità, quindi sicuramente è stato generoso con me, ma mi ha anche tolto un amico. Quindi, credo di essere stato generoso io nel voler riappacificarmi con lui al fine di comprendere meglio la vita sulla terra.

2) Il mare le ha portato via un caro amico, ma questo evento tragico – una volta superato – le ha permesso di affrontare la vita con nuovi stimoli: è solo una nostra sensazione o è accaduto proprio così?

È accaduto proprio così, nel senso che io mi sono sentito un supereroe, per un po’ di tempo. La morte del mio amico mi ha ridimensionato, mi ha fatto capire meglio qual’era e qual’è la mia strada.

Mi ha permesso di affrontare un percorso con me stesso per orientarmi meglio su chi sono e su ciò che voglio. Ha fatto sì che mi chiedessi veramente cosa voglio. Ho quindi trasformato una situazione molto negativa e difficile della mia vita, in un’opportunità e in una situazione di crescita a cui sono molto legato. Ciò mi ha portato a vivere meglio il mio presente.

3) Lei afferma che stare in apnea è una delle cose più innaturali che ci siano, ma vedendo lei si ha la sensazione contraria? Qual’è il suo segreto?

Non credo esista un segreto, ma credo esista solo una ricetta valida sia nella vita, che nello sport: è la passione. 

Quando vedi un apneista muoversi in acqua e sembra non faccia fatica, in realtà è la passione che egli nutre per quella disciplina sportiva gli permette di sembrare naturale. Esattamente come un cuoco che prepara un piatto apparentemente facile, mentre quando ci proviamo noi, le cose non riescono come a lui. 

Oppure quando osservi un atleta correre con leggerezza, o vedi nuotare Federica Pellegrini e sembra che non faccia per nulla fatica: quando ciascuno di noi si impegnata raggiunge –  non dico l’eccellenza – ma senza dubbio un buon livello, vuoi dire che a “guidarlo c’è la passione”.

4) Qual’è il progetto a cui si sta dedicando ora che le dà più gioia?

Indubbiamente il fatto di portare in giro il mio libro equivale a portare in giro la mia passione. Il progetto di insegnare la respirazione e far capire come tutto parta proprio da questa “semplice” operazione è per me importantissimo.

La vita è racchiusa tra il primo e l’ultimo respiro: non contano il numero degli atti respiratori, ma contano i momenti che ti lasciano senza respiro e questo è senza dubbio uno dei momenti a cui mi sto dedicando maggiormente.

5) In Farmacia abbiamo uno strumento che rileva l’Heart Rate Variability (HRV) e vediamo come questa vari moltissimo in risposta a vari fattori, quali il ritmo del respiro, gli stati emotivi, lo stato di ansia, stress, rabbia, rilassamento ecc. Che relazione c’è tra apparato respiratorio e mente? 

C’è una stretta correlazione – e le evidenze scientifiche hanno dimostrato – quanto la respirazione consapevole è in grado di modulare lo stato eccittatorio e la condizione di stress. Quindi, stress, mente e respirazione rappresentano una laison molto forte a livello del sistema nervoso centrale e non solo a livello di sistema nervoso autonomo.

6) Se dovesse stabilire con un numero quanto importante è la respirazione durante una sessione di apnea che percentuale sarebbe?

Dipende dal tipo di apnea che si vuol fare ma da 0 a 100  almeno il 70%

7) Quanto conta mantenere il focus prima di un’immersione?

È fondamentale avere il focus e mantenerlo, ma non solo prima di un’immersione, bensì in qualsiasi progetto sportivo o di vita, lavorativo o familiare affettivo. Mantenere il focus è uno dei cardini fondamentali per raggiungere un obiettivo e uno stimolo di un equilibrio. Maggiori sono le fonti di distrazione e minore è la possibilità di mantenere il tuo equilibrio a 360 gradi.

8) La respirazione è il fulcro del lavoro che sta portando avanti in questo ultimo periodo: imparando a respirare riusciremo davvero a sconfiggere lo stress?

Sì e non solo! Sono fermamente convinto che è importantissimo il modo in cui respiriamo e la qualità dell’aria che respiriamo. Reputo che ciò sia la chiave di volta per uno stile di vita corretto. Oggi si sta facendo di tutto per combattere malattie e “cattività”, attraverso l’azione la call to action! Muoviamoci, combattiamo la sedentarietà e cerchiamo di nutrirci in maniera adeguata. Sono convinto che la respirazione – ossia il mio presente – sarà sempre di più il futuro per riuscire ad armonizzarci nello stile di vita.

9) Lei segue e ha seguito durante la sua carriera atleti di grande prestigio: ci può raccontare un aneddoto o una storia che ricorda con piacere?

Avrei diversi aneddoti. Ricordo con piacere la prima volta che ho iniziato a far “respirare” Filippo Magnini: nonostante egli fosse già due volte campione del mondo non aveva mai posto l’attenzione al respiro e non sapeva cosa fosse la respirazione diaframmatica.

Ricordo la prima volta che lo vidi a Verona non gli si muoveva nulla: ricordiamo entrambi col sorriso sulle labbra quanto egli fosse una tavola di addominali scolpiti, ma priva di alcun movimento.

Filippo Magnini

10) Che cosa la stimola di più del suo lavoro? Il prestigio di importanti collaborazioni o vedere raggiungere determinati obiettivi?

indubbiamente mi piace molto che gli atleti si confrontino con me e sentano i benefici di ciò che spiego. Mi piace che essi raggiungano delle finezze attraverso la respirazione, che percepiscano sensazioni nuove. Ciò è ovviamente gratificante. È una sfida per me: mi considero un po’ il nutrizionista del respiro, quindi se loro si sentono meglio è esattamente come quando prepari un piatto che ti fa sentire bene. Accade lo stesso quando attraverso le metodiche respiratorie si hanno sensazioni positive.

11) A suo avviso, il mondo frenetico in cui viviamo è responsabile del fatto che non riusciamo “a respirare” come facevamo in passato? Oppure questa consapevolezza non c’è mai stata?

Indubbiamente nel mondo occidentale questa grande consapevolezza non c’è, a meno che non parliamo di un paziente che ha avuto una patologia e si è dovuto rendere consapevole del problema e cercare di educarlo. 

Quando andiamo nel patologico si ha una consapevolezza del problema e quindi si acquisisce consapevolezza sull’atto terapeutico.

Se parliamo del non patologico non esiste consapevolezza respiratoria perché nella cultura occidentale non fa parte del nostro bagaglio culturale ed emotivo. Ciò è in genere condizionato dalla frenesia e dal turbinio della vita che ci porta ad avere stili di vita non sani e non corretti.

12 In farmacia ci accorgiamo che molte persone “entrano in stress” quando perdono i ritmi circadiani. Ovviamente abbiamo degli integratori che nel breve periodo possono aiutare a sopportare lo stress, ma ci rendiamo conto quanto recuperare uno stile di vita corretto sia fondamentale. Come possono aiutarci in questo gli esercizi di respiro?

Nel mio sito indico  i quattro fondamenti per uno stile di vita sano: attività motoria, nutrizione, integrazione alimentare (che secondo me è fondamentale) assieme alle tecniche di respirazione e di meditazione.

Il primo step per quanto riguarda la respirazione è acquisire consapevolezza sulla respirazione, ossia acquisire consapevolezza su ciò che dobbiamo più o meno comprare al supermercato quando facciamo la spesa. Significa acquisire consapevolezza respiratoria sopratutto nei momenti di stress e ciò ci permette di controllare meglio la qualità della vita. Questo è il motivo per cui nel libro propongo diverse ricette di respirazione.

13) Ci consiglia un bel libro che parla di sport?

Ve ne consiglio molto volentieri: ce ne sono tanti che ho letto e che mi sono rimasti impressi: Open di Agassi, quello di Mike Tyson, bello poi anche quello di Djokovic “il punto vincente” e Ultramarathon Man di Dean Karnazes. 

Amo molto anche i libri di storia e quelli che parlano di musica. Sono un appassionato di rock ‘n roll e in particolare di Elvis Presley di cui sono grande fan. Suggerisco a tutti di leggere il libro sulla vita di Elvis Presley: egli ha avuto una vita estremamente affascinate, ma qui in Italia la sua figura è stata un pò sottovalutata e pure storpiata.

Il Dott. Maric presenterà il suo libro “La scienza del respiro” il 2 Maggio alle 20.45 all’Officina Villa Frova!

Presentazione Libro la Scienza del Respiro