Abbiamo avuto il piacere di intervistare Nicola Giovanelli, l’atleta di trail running che mercoledì 12 febbraio sarà il relatore, assieme al Dott. Massimiliano Bonin, della serata dedicata all’allenamento con il cardiofrequenzimetro, uno strumento molto efficace anche per la preparazione di chi pratica sport di montagna ed endurance.

Una foto che ritrae l’atleta Nicola Giovanelli

Nicola, quanto conta nello sport che pratichi fare allentamenti mirati ed usare strumenti che ti aiutano al fine della preparazione? 

Come in tutte le discipline, per chi vuole ottimizzare il tempo che ha a disposizione, è importante fare allenamenti in giusta quantità e della giusta intensità. Nelle discipline di endurance, l’intensità può essere misurata con diversi strumenti e il più comune è il cardiofrequenzimetro.
Eseguire degli allenamenti mirati è importante sia per migliorare la prestazione, sia per evitare spiacevoli situazioni come ad esempio l’overtraining o una stagnazione nella prestazione atletica.

Da quanti anni usi in modo costante il cardio frequenzimetro per i tuoi allenamenti? In quale gara pensi che il lavoro di preparazione fatto con questo strumento, ti è stato più d’aiuto? 

Lo uso da sempre (penso più di 20 anni), ma ammetto che a volte mi piace allenarmi “a sensazione”. Mi sono reso conto che il cardio è importante soprattutto quando si DEVONO fare allenamenti di recupero, in cui non bisogna superare una certa frequenza. Molte volte è più difficile andare ad andature lente che ad intensità alte… eppure servono anch’esse per permettere degli adattamenti e una crescita continua. 

in foto, l’atleta Nicola Giovanelli

Qual è a tuo avviso il valore da considerare maggiormente quando si utilizza il cardio frequenzimetro? 
Non c’è una singola intensità da tenere in considerazione. In genere ci si basa sulla FC corrispondente alla soglia aerobica e a quella anaerobica per programmare gli allenamenti. Quindi direi che queste due sono sicuramente le più importanti. Ci dai qualche pratico consiglio per imparare ad utilizzarlo in modo efficace? Eseguire qualche test, in campo o in laboratorio, per conoscere la FC di soglia aerobica e anaerobica, e la FC massima. La prima corrisponde grossomodo a quella mantenuta su una gara di circa 2h, la seconda ad una gara di circa 40-50’ e per la FC massima basta fare qualche tratto massimale della durata di 2-3’ durante un allenamento qualsiasi. 

in foto l’atleta Giovanelli durante un allenamento.

Quali sono i parametri fisici a cui dobbiamo fare attenzione? Vale sempre la regola: impara ad ascoltare prima di tutto il tuo corpo? Oppure tu sei piuttosto per un “benvenuta tecnologia!” 

La tecnologia deve fare da supporto alla fisiologia, quindi prima di tutto ci sono le sensazioni. Se un giorno ho buone sensazioni allora posso partire in quarta e fare un allenamento come da programma. Se un giorno proprio non va, non bisogna disperarsi: è un segnale che il fisico ha bisogno di recuperare. In questo caso meglio optare per una passeggiata e recuperare l’allenamento nei giorni successivi. 

Ci puoi raccontare un po’ cosa sono le zone aerobica, mista e anaerobica? 

Si potrebbe scrivere un libro a tal proposito, ma in due parole possiamo dire che nella zona aerobica non andiamo ad accumulare acido lattico, non c’è acidosi a livello muscolare e l’attività può essere protratta per molte ore se non giorni. Quando siamo tra le due soglie (zona “mista”) siamo già in una danger zone. Qui bisogna stare ben attenti a calibrare nel modo giusto l’intensità (in base alla lunghezza della gara) per evitare di rimanere per strada. La zona anaerobica è quella che non può essere mantenuta per molti minuti, ma può dare potenti stimoli allenanti anche a chi pratica discipline di endurance, che si sviluppano principalmente nella zona aerobica (pensiamo alle ripetute fatte per un maratoneta o ultra maratoneta).

in foto, l’atleta Nicola Giovanelli

I cardiofrequenzimetri e le app spesso dividono l’allenamento in 5 o addirittura 7 zone…? 

Non c’è una regola precisa: da un punto di vista fisiologico potremmo trovare solo 3 zone, ma da un punto di vista pratico è meglio averne almeno 5. Poi dipende dagli allenatori: c’è chi lavora con le 5 zone e chi con le 7 sette zone. La sostanza non cambia molto, cambia solo il numero della zona sulla quale si lavora. 

Ci consigli un bel libro da leggere per gli appassionati del tuo sport? (il tuo link non vale!) 

Beh, visto che il mio non vale direi Training for Uphill Athlete, un libro che da informazioni molto precise per chi fa sport in montagna. A breve uscirà la versione italiana per chi non mastica l’inglese. 

Ci spieghi brevemente cos’è la periodizzazione degli allenamenti e quanto è importante il cardiofrequenzimentro? 

Bisogna distinguere tra periodizzazione e programmazione. Quando periodizzo, divido la stagione (o le stagioni) in periodi e sotto-periodi, in ognuno dei quali mi pongo un obiettivo da raggiungere (migliorare la potenza aerobica, migliorare la velocità di soglia, ecc). In questo caso il cardio ci serve per impostare le intensità di allenamento corrette per ogni singola seduta (programmare l’allenamento). 

Come allenarsi con il cardiofrequenzimetro”
Relatori: Nicola Giovanelli e Dott. Massimiliano Bonin
Mercoledì 12 febbraio ore 20.45
Officina di Villa Frova

Indirizzo: Piazza San Marco 3/a, Stevenà, Caneva PN Telefono: 0434 79027

Cliccando sulla mappa si aprirà google maps con le indicazioni su come arrivare:

FARMACIA BONIN
VIA SACILE 2,
FIASCHETTI DI CANEVA, PN
0434778675
farmaciabonin@gmail.com

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