Sembra facile scegliere un deodorante, ma non è così! Non esiste un prodotto che vada bene per tutti perché ciascuno ha una diversa sensibilità di pelle, come diverse sono le caratteristiche e le reazioni corporee alla sudorazione: alcuni sudano di più, altri di meno e l’odore può essere quasi inesistente oppure acre e persistente.

In più, quanti dubbi ancora! 

  • Il deodorante con i sali di alluminio fa male?
  • Vorrei un deodorante che duri tutta la giornata ma che sia delicato 
  • Ho sentito che esiste correlazione tra il deodorante e il tumore al seno, è vero?
  • Esiste un deodorante 100% naturale?

Facciamo un po’ di chiarezza e nel frattempo prendiamola con serenità, ora i moderni deodoranti utilizzano sostanze sicure ed efficaci, e la scelta deve quindi tener conto sia delle nostre esigenze che del meccanismo di azione di ogni singolo componente. Quel che è certo è che oggigiorno riusciamo a togliere gli odori per un tempo abbastanza lungo.

Ma prima…

Prima di addentrarci nella complicata “jungla” dei deodoranti, dobbiamo fare un passo indietro e capire bene la funzione fisiologica della sudorazione. 

Traspirazione verso sudorazione

La nostra pelle svolge continuamente un ruolo di scambio con l’ambiente esterno ed esiste confusione tra i termini traspirazione e sudorazione.

  • La traspirazione è un’evaporazione di sudore lenta, continua e impercettibile, indipendente dalla stagione e dal nostro vissuto psicologico; in altre parole è un lento flusso di liquido che dal profondo arriva alla cute attraverso gli spazi tra cellula e cellula e viene chiamata con il nome di “perspiratio insensibilis”
  • La sudorazione è sempre un’evaporazione di sudore ma legata a fattori climatici e psicologici, e quindi avvertibile.
  • Esiste anche un terzo tipo di sudorazione, ancora più abbondante, chiamata ipersudorazione (o iperidrosi),che può essere legata a fattori ormonali (es. gravidanza, menopausa) o a particolari momenti stressanti (ansia, paura, nervosismo, ecc.) o ad assunzione di determinati farmaci. La ipersudorazione può essere anche un campanello di allarme per fattori patologici come ipertiroidismo, obesità, problemi endocrini. Un segnale è la sudorazione eccessiva anche d’inverno.

Cos’è il sudore?

Quello che noi chiamiamo sudoreè costituito prevalentemente da acqua (98%) e sali inorganici (1,5%), come il cloruro di sodio, con una minima quantità di composti organici (0,5%), è praticamente inodore e leggermente acido. 

Le funzioni del sudore sono molteplici:

  • Abbassare la temperatura dell’organismo (caldo, sforzo fisico, febbre ecc.);
  • Mantenere il film acido sulla pelle; insieme al sebo forma il cosiddetto “film idrolipidico”, cioè quella pellicola protettiva che rende la pelle elastica, idratata e protetta dai microbi presenti nell’ambiente;
  • Depurare da sostanze estranee che si trovano all’interno dell’organismo. Dobbiamo però sottolineare che questa funzione è svolta per la stragrande maggioranza dai nostri organi interni, fegato e rene in particolare, e quindi l’espulsione di tossine con il sudore possiamo considerarla minimale. 

Tutto il nostro corpo è ricoperto da ghiandole che secernono questo tipo di sudore, in particolare la fronte, il palmo della mano e la pianta del piede. 

Colpo di scena, un secondo tipo di sudore!

Nelle zone più “nascoste” del corpo come ascelle, inguine, area ano-genitale e mammaria il sudore “classico” visto sopra si somma ad un altro tipo di sudore prodotto da ghiandole diverse, che si attivano sotto l’influsso ormonale e emozionale. Per questo motivo i bambini non manifestano cattivo odore sotto le ascelle, mentre la pubertà determina l’inizio del processo, così come un’emozione forte … si “sente” subito!

Questo tipo di sudore ha caratteristiche diverse dal primo: è lattiginoso, viscoso e facilmente degradabile dai batteri che si trovano nelle pieghe suddette, generando composti volatili ed odorosi.

Prima di tutto, come sempre, la prevenzione

Prima di parlare di deodoranti affrontiamo il discorso delle buone norme igieniche che sono fondamentali per la prevenzione del cattivo odore, soprattutto per quanto riguarda le ascelle, consigli che possono essere applicati anche da chi non desidera adoperare alcunché: 

  • lavati molto spesso con detergenti non aggressivi, almeno alla mattina prima di mettere il deodorante e alla sera per togliere i residui, ma anche più volte al giorno e sempre dopo l’attività fisica;
  • considera importante la depilazione: i peli trattengono il sudore, di conseguenza il caldo del corpo e l’umidità stimolano la proliferazione batterica e lo sviluppo del cattivo odore;
  • cambia i vestiti anche nell’arco della giornata se necessario; 
  • indossa indumenti di fibra naturale (cotone, lino), questo accorgimento può fare davvero la differenza! Unica eccezione: no alla lana a contatto con la pelle. Evita abiti stretti e di materiale sintetico;
  • cura l’alimentazione: non eccedere nel consumo di caffè che agisce sul sistema nervoso, evita gli alcolici perché causano vasodilatazione e quindi ipersudorazione, evita il consumo di grassi e fritti specialmente alla sera per evitare la sudorazione notturna, riduci il consumo di cibi speziati;

E adesso cominciamo a parlare di deodoranti…

  • Come sono fatti
  • Quale deodorante scegliere per le diverse esigenze

I deodoranti contengono varie sostanze che agiscono con diversi meccanismi di azione, combinati anche tra loro e con sostanze ad azione emolliente e idratante per proteggere ancora di più la pelle. 

  1. Blocchiamo il sudore – gli antitraspiranti

Particolarmente efficaci, questo tipo di prodotti agisce sul sudore all’origine, cioè prima che si formi. Il loro bersaglio è il canale del sudore che viene bloccato momentaneamente e reversibilmente, riducendo pertanto la fuoriuscita del sudore sulla pelle per un certo numero di ore. Di conseguenza questi prodotti sono particolarmente indicati nei casi di ipersudorazione. I più conosciuti sfruttano le proprietà dei sali di alluminio, ma ne esistono anche altri con lo stesso meccanismo di azione, vediamoli insieme:

  • il sale più efficace è il cloruro di alluminio, talvolta peròpuò provocare irritazione;
  • altri sali di alluminio vengono molto utilizzati, come l’alluminio cloridrato, lattato, citrato, pure in combinazione con sostanze che ne prolungano l’effetto nel tempo (antimicrobici – vedi di seguito);
  • più deboli ma sempre molto utilizzati sono il sale potassico di alluminio naturale o allume di rocca 
  • i sali di zirconio.

Per quanto riguarda i sali di alluminio e i lori presunti effetti negativi sulla zona mammaria ad oggi non esistono evidenze scientifiche. 

  1. Blocchiamo i batteri che degradano il sudore in composti odorosi – gli antimicrobici

Il cattivo odore deriva da una scissione delle sostanze contenute nel sudore ad opera dei batteri che albergano sulla pelle, in particolar modo nelle zone del corpo protette, caldo-umide e con peli, come le ascelle, l’inguine, ecc. Esistono due tipi di sostanze che ci possono aiutare:

  • Le sostanze che limitano la crescita e lo sviluppo dei microbi (sostanze batteriostatiche): sono principalmente l’alcool e sostanze vegetali come gli oli essenziali di timo, rosmarino, lavanda, tea tree, salvia ed altri. Anche il ph acido è un buon ingrediente ma meglio mantenersi ad un ph 5,5 o 6, vicino a quello naturale della pelle, per evitare il rischio di irritazioni se troppo basso. 
    • Nota: i deodoranti con alcol potrebbero dar origine ad irritazioni, per cui non sono indicati dopo la depilazione, alle pelli sensibili ed ai giovani.
  • Le sostanze che uccidono i microrganismi (sostanze battericide): si trovano nei prodotti a lunga durata (oltre le 24 ore) e i più utilizzati sono quelli a base di cloro, ad esempio Choroxilenol, triclocarban ma anche il triclosan.
    • Nota: non andrebbero usati per periodi troppo lunghi perché potrebbero alterare l’equilibrio microbico della cute e di conseguenza dare origine ad irritazioni e sensibilizzazioni, ancora di più se associati ad antitraspiranti: in quest’ultimo caso non tutti i giorni e solamente in caso di sudorazioni eccessive e forti odori.
  1. Blocchiamo gli enzimi che degradano il sudore (prodotti dai batteri) – le molecole antienzimatiche

Se sotto le ascelle mettiamo una sostanza che viene attaccata dagli enzimi prodotti dai batteri lasciando intatto il processo di sudorazione, siamo a posto. Se poi questa sostanza viene degradata in molecole che hanno a loro volta azione batteriostatica va meglio ancora. È il caso del trietilcitrato.

Questo tipo di deodorante è consigliato alle pelli particolarmente sensibili e ai più giovani.

Con simile meccanismo troviamo la vitamina E il BHT e BHA

  1. Catturiamo fisicamente le sostanze odorose – gli adsorbenti

Se le molecole odorose vengono catturate da altre molecole il risultato è che non evaporano più e di conseguenza sono meno avvertite a livello olfattivo. Utilizzati sono i sali di zinco oppure argille modificate e altre sostanze, come la perlite (roccia vulcanica, che tuttavia contiene ossidi di silicio, alluminio, sodio e potassio). 

Anche le sostanze in polvere come talco, silice e il classico sodio bicarbonato, ancora oggi utilizzato nei deodoranti, rientrano in questa categoria.

  1. Mascheriamo gli odori: la profumazione

i profumi (parfum) sono ancora utilizzati nei deodoranti e possiamo risalire alla loro concentrazione guardando la posizione nell’etichetta, se appaiono tra i primi ingredienti o gli ultimi. È comunque opportuno optare per una fragranza leggera che non si alteri nel tempo. Tra le sostanze naturali troviamo il mentolo, che è anche rinfrescante e gli oli essenziali, ad azione coprente e antibatterica già vista. Attenzione all’esposizione al sole con un deodorante che ha il profumo tra i primi ingredienti in etichetta, potrebbe dar luogo ad irritazioni.

Le formulazioni

  • Spray (con gas) e vapo (senza gas) si spruzzano direttamente sotto le ascelle; comodi anche per uso familiare
  • Crema e gel: comode per l’aderenza sulla pelle, solo se in eccesso possono appiccicarsi ai vestiti stretti
  • Roll-on: distribuisce il deodorante liquido sulla cute attraverso una pallina rotante; il roll-on ha bisogno di attenzioni: l’applicatore deve essere pulito ogni volta dopo l’utilizzo per evitare contaminazioni batteriche, ad esempio con una velina e poi richiuderlo bene
  • Stick: il deodorante è solido e viene applicato sfregandolo sulla pelle. Anche lo stick come il roll-on deve essere pulito ogni volta dopo l’utilizzo. 

Corretto utilizzo di un deodorante: Per ottenere la massima efficacia antiodorante con il minimo rischio di sensibilizzazioni, anche il migliore dei deodoranti deve essere usato in modo corretto.
In particolare, il deodorante va applicato soltanto sulla pelle pulita e asciutta (non applicare mai il deodorante sul sudore!), ogni mattina e, se necessario, una seconda volta nel pomeriggio-sera e sempre dopo l’attività fisica, e poi rimosso alla sera con un lavaggio delicato.

Depilazione delle ascelle e deodorante

La depilazione con rasoio, crema depilatoria o ceretta può provocare dei microtraumi nella pelle e disturbare anche il sottile film idrolipidico. D’altra parte abbiamo visto che è una pratica consigliata per evitare ristagni di sudore e la conseguente formazione del cattivo odore. L’ideale è depilarsi alla sera, applicare un latte idratante e lenitivo durante la notte e utilizzare il deodorante la mattina seguente.

Ascelle arrossate o irritate

Nonostante tutti gli accorgimenti del caso può capitare che le ascelle si ribellino all’utilizzo dei deodoranti, manifestando pizzicore, bruciore ed arrossamenti, soprattutto in caso di pelle sensibile. Perché? Ecco alcuni possibili cause:

  • il deodorante contiene alcool tra i primi ingredienti;
  • abbiamo utilizzato il deodorante subito dopo la depilazione oppure subito prima dell’esposizione al sole (deodorante con alcool e profumi);
  • contiene contemporaneamente sali di alluminio e battericidi: questa associazione aumenta il potere irritante;
  • siamo semplicemente intolleranti ai componenti del deodorante, ad esempio profumi o conservanti. 

Cosa fare? Lavare le ascelle con un detergente delicato e risciacquarle bene. Lasciare traspirare la pelle senza applicare altri deodoranti e in caso sceglierne uno senza alcool e profumazioni e con sostanze lenitive, tipo aloe o allantoina. Per precauzione non utilizzare per qualche giorno lo stesso deodorante che ha provocato l’irritazione: se intensa rivolgersi al medico. I consigli che abbiamo visto nel capito della prevenzione valgono anche in questo caso: vestirsi con indumenti di fibra naturale (unica eccezione: no la lana a contatto con la pelle!) e curare l’alimentazione. 

Tabella riassuntiva

Tipo deodoranteMeccanismo azionePrincipali sostanzeIndicazioniAttenzione
AntitraspirantiBloccano momentaneamente e reversibilmente il canale del sudoreSali di alluminio Allume di rocca Sali di zirconio
Sudorazioni eccessiveIrritazioni
AntimicrobiciAgiscono sui batteri della pelle che provocano il cattivo odore. I batteriostatici ne  limitano Ia crescita e lo sviluppo, i battericidi li uccidonoBatteriostatici: Alcol,  oli essenziali di tea tree, timo, rosmarino, lavanda, salvia Battericidi: triclosan, choroxilenolProlungano nel tempo l’effetto di assenza di odoreIrritazioni/sensibilizzazioni  Alcol: no a pelli sensibili, con dermatiti, ai giovani e dopo depilazione Battericidi: no per periodi prolungati, rischio di alterare la flora cutanea
Antitraspiranti + antimicrobiciMeno sudore ed efficacia prolungataVedi singoliSudorazioni eccessive + forti odori Irritazioni – non utilizzare tutti i giorni
AntienzimaticiVengono degradati dai batteri al posto del sudoreTrietil citrato Vitamina E, BHA, BHTPelli sensibili, giovani
AdsorbentiSostanze che catturano l’odore Sali di zinco, argille, perlite, talco, silice, sodio bicarbonatoPelli irritate e ipersensibili, giovani
CoprentiMascherano gli odoriProfumi, oli essenziali
Possibili sensibilizzazioni 

Bibliografia:

Penazzi Giulia – Come sono fatti i cosmetici. Guida pratica alla lettura dell’INCI, Ed. Edra, 2020

Claudia C. Juliano – Antitraspiranti e deodoranti. Ed Aracne, 2011

Jean-Claude Ellena – Atlante di botanica profumata. Ed. Ippocampo, 2021

Dominique Roques – Il cercatore di essenze. Viaggio alle origini del profumo. Ed. Feltrinelli, 2021

Articolo a cura della Dottoressa Valentina Tomasi, Farmacista e Tossicologa

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