Abbiamo avuto il piacere di intervistare Eros, un ciclista atipico che abbiamo conosciuto in occasione della Xtreme Ultracycling 24h. Eros Martelli è un ciclista atipico perchè è spinto da una passione fuori dal comune che lo porta ad esprimersi su distanze fuori dal comune, ovvero quelle dell’ultracycling.

Come molte altre discipline di ultraendurance anche l’ultracycling sta portando a nuove sfide e a ridefinire i limiti, anche nel campo della nutrizione sportiva. Molte delle imprese di Eros sono self supported e non è possibile programmare troppo la nutrizione in gara (a parte le borracce che curiamo molto) per cui bisogna arrangiarsi con ciò che si trova lungo il percorso. Per questo motivo ci siamo dedicati con Eros a curare bene le basi. In primo luogo ci siamo dedicati alla nutrizione, non ad una dieta: dopo un’analisi delle membrane cellulari abbiamo lavorato sulla scelta di alimenti di qualità che giorno dopo giorno sta pagando! In seconda battuta, abbiamo curato con attenzione la preparazione e soprattuto il recupero dopo ogni allenamento. Infine, eseguiamo un controllo periodico con la Bioimpendenziometria per monitorare idratazione, acqua extracellulare (sintomo di una possibile infiammazione) e possibili squilibri nel rapporto muscolo/grasso visti i volumi di lavoro aerobico elevati. Stiamo ancora lottando per togliere ad Eros l’abitudine di mangiare in gara merendine come Mars e Twix, ma dopo tanti chilometri, si può anche chiudere un occhio…

Eros, hai una vera passione per le avventure estreme: raccontaci quella che ti rimarrà sempre nel cuore.

Sono un ragazzo a cui piace lo sport, stare all’aria aperta e pedalare in bicicletta. È vero, me la godo e me la prendo comoda stando tante ore in sella (dato che mi fa stare bene fisicamente e mentalmente), ma le avventure estreme sono ben altre! Un’avventura bella tosta è stata però quella a cui ho partecipato ad aprile: la Veneto Gravel, una corsa in totale auto-sufficienza, su strade sterrate (gravel) della nostra nostra bella regione. Ho corso settecento chilometri in bicicletta in poco più di 43 ore, praticamente due notti insonni, ma ne è valsa la pena!

Abbiamo toccato tutte le province venete, partendo da Cittadella verso Bassano, Feltre, Belluno, Conegliano, Oderzo, Caorle, Treviso, Padova, Colli Euganei e Rovigo ed al rientro abbiamo raggiunto la sponda dell’Adige su Verona, sino a chiudere con il gran finale sui monti berici. Questa avventura l’ho vissuta coi miei due amici fidati: Roberto & Roberto. L’esperienza mi rimarrà nel cuore perché è anche l’ultima realizzata, tuttavia non posso dimenticare la prima randonee di 200 km, il primo giro di 300 km, la prima Ultracycling 3 confini a Gemona, le 12 Ore di Monza e Portogruaro, La Prima 24 Ore Dolomitica e la 24 Ore di Sacile. Poi ci sono le varie gare e Gran-Fondo: la Nove Colli, La Sportful e L’Otzaler e due grandi classiche del nord aperte agli amatori, come il Fiandre e l’ultima Liegi-Bastogne-Liegi.

Ci parli di come ti stai preparato per la prossima gara?

Diciamo che l’inverno è stato molto proficuo, con meteo clemente e non molto freddo: ciò mi ha permesso nel weekend di prevedere sempre un allenamento lungo di 150-200 km in bicicletta ed un’uscita settimanale o anche due a fine lavoro, per sciogliere le gambe qualche oretta. Da quest’anno cerco di curare un pò l’alimentazione, mangiando meglio durante tutta la settimana ed arrivando pronto al weekend sui pedali. Sono fortunato ad andare al lavoro in bici. Il freddo e l’aria non mi spaventano e li ho sempre presi per circa 7 km a viaggio, mentre quando piove non uso la bici.

Inoltre, vado dal mio fisioterapista di fiducia una volta al mese per capire se è tutto in ordine ed allineato e se c’è qualche punto in sofferenza. Lo stare bene per me viene prima di tutto. Da qualche mese, una volta a settimana, faccio anche una seduta in palestra per migliorare il “core”, dato che il mio punto debole è la schiena.

Pratichi sport da sempre, oppure la tua passione è nata nel corso degli ultimi anni?

Sono un fan dei pedali da sempre e sino ai 16 anni di età ho dato anche qualche calcio al pallone. Poi, con gli studi ho fatto qualche stop, ho avuto un guaio grosso alla schiena con due ernie del disco operate positivamente più di 20 anni fa. Ho ripreso a pedalare in bicicletta da 4-5 anni, in maniera un po più intensa, dedicandomi alle lunghe distanze. Tutto è nato dopo una visita posturale: con le misure corrette delle bici, sto meglio in sella a pedalare, che sul letto a dormire o sul divano a riposare. Ciò mi ha permesso di passare a 5, 10, 12 ore, permettendomi di fare distanze sempre più lunghe. Finché sto bene continuo a fare così, poi si vedrà. Ho abbandonato il mondo delle gran-fondo e delle gare “normali”, per cominciare a fare corse in cui mi sento realizzato, che mi fanno vincere contro me stesso, non contro agli avversari. Arrivare, migliorare, vedersi dentro, senza mai esagerare! Secondo me dobbiamo sempre avere in testa ciò che dico a me stesso: “dopo il weekend, il lunedì devo andare a lavorare”.

Cosa significa in termini di preparazione ed allenamenti, fare questo genere di competizioni?

Diciamo che per come le vivo io, a ritmi bassi e per molte ore, serve essere pazienti, avere la testa ed essere atleticamente pronti per un lungo sforzo. Diciamo che durante gli allenamenti lunghi del weekend sui pedali, contare le ore e non focalizzarsi sul numero di km aiuta molto. 

L’inserimento di qualche salita nelle uscite, o ancora meglio due o tre salite piuttosto che una “secca” può essere piacevole. Ci si deve divertire, non deve essere un sacrificio!

Apprezzo fare qualche sosta al bar per il caffè, la merenda, lo snack o sgranchire solo la schiena dopo due, tre orette di corsa in bici. Ciò fa bene anche alla mente. 

Personalmente preferisco mangiare ciò che trovo o quello che mi preparo, piuttosto che prendere gel o barrette. Non mi faccio mancare neppure tanta frutta secca o disidratata, miele, succhi o solitamente ciò che più mi attira di un banco frigo, di una vetrina di un bar o di una pasticceria!

Se si fanno queste avventure in compagnia diventa tutto più semplice! Si vivono gli imprevisti con il sorriso e la condivisione, mentre da soli la questione cambia parecchio.

Come dividi gli allenamenti durante la settimana?

In inverno faccio una o due uscite facili la sera ed un lungo nei due giorni del weekend, con l’altra uscita di scarico. In estate, le gare aiutano nei weekend, pertanto mi godo due uscite sui pedali della nostra bella pedemontana o al velodromo di Pordenone o Portogruaro. Nell’ultimo caso mi diverto un poco con la fissa che permette velocità alte, ripetute veloci e recuperi con le gambe che girano. Come dicevo prima, sarebbe meglio inserire anche una seduta di palestra durante la settimana e fare visita al fisioterapista ogni tanto, per prevenire qualche problematica. E poi, ciò che non va trascurato è un buon riposo quotidiano e una corretta e sana alimentazione, anche se talvolta gli aperitivi e le birre mi tentano parecchio.

Oltre alla bici, ti prepari anche con delle sessioni in palestra o facendo un po’ di endurance oppure no?

Io vado solo in bicicletta.

Qual è a tuo avviso il consiglio nutrizionale ed integrativo più utile che ti è abbiamo fornito?

Il mio obiettivo è lo star bene nelle attività quotidiane, per cui, dopo le varie analisi fatte, i consigli che ho avuto in termini di alimentazione, sono stati molto utili. Credo che i cambiamenti principali che hanno interessato la mia alimentazione siano stati il consumo di molti legumi, la riduzione dei carboidrati e il preferire pesce e carne bianca alle carni rosse. La frutta e la verdura, così come una buona idratazione completano il tutto. Al mattino faccio una gran bella colazione e non mancano neppure gli spuntini a metà mattina e metà pomeriggio.

Da quando ti integri seguendo il nostro protocollo, dov’è che hai avuto maggiori risultati?

Nella dieta di tutti i giorni mi trovo bene, anche perché il problema più grosso è stato quello di cambiare le abitudini. Per l’integrazione in bici utilizzo una borraccia di sali e una borraccia di energetici (Maltodestrine, MCT e piccole quantità di Aminoacidi ramificati N.d.R.). Trovo il recupero molto più efficace e veloce.

In uno sport come quello che pratichi tu, oltre alla potenza, è fondamentale avere un recupero veloce tra una sessione di allenamento e l’altra. Pensi che anche i tuoi tempi di recupero siano notevolmente migliorati, oppure ti senti semplicemente più performante?

Di sicuro mi sento più performante grazie al tipo di preparazione fisica invernale che ho fatto. Poi, mi ha aiutato il fatto di mangiare meglio. Il bello di essere ben allenati sta nel fatto nel recuperare velocemente e in modo efficace anche dopo sessioni molto lunghe o corse impegnative. Non va trascurata neppure ciò la testa, oltre al fisico… visto che va scaricata pure quella!

Qual è l’obiettivo che ti sei posto per la stagione 2019?

La stagione 2019 gira tutta attorno alla North Cape 4000: una corsa self supported da Torino a Capo Nord tra luglio ed agosto. Il mio obiettivo sarebbe quello di viverla bene, divertendomi e godendomi le mie ferie estive. Non sarà una passeggiata, ma non voglio viverla all’estremo: voglio capire le mie potenzialità e gestirmi al meglio, non andando oltre. Se questo è l’obiettivo principale, per arrivarci ho messo come avvicinamento la Veneto Gravel e la Liegi-Bastogne-Liegi. Poi mi aspetterà la Nove Colli, corsa in maniera un pò particolare, ovvero con delle tappe di avvicinamento che mi permetteranno di testare il ritmo nc 4000 in 4 giorni sui pedali. La gara clou del 2019 sarà la 24 Ore di Feltre in singolo (molto difficile iscriversi dati i soli 30 posti disponibili) e se le gambe e la testa me lo permetteranno, andrei a divertirmi dai miei amici a Gemona alla 3 Confini, gara di Ultracycling su 540k.

Qual’è la prova più estrema che hai fatto sino adesso?

Di sicuro la prima Ultracycling con 340 km in solitaria per 19 ore, poi la consapevolezza di poter riuscire in queste imprese, con due 24 Ore dolomitiche che mi han permesso di arrivare a circa 9000m D+ in poco meno di 200 km. Poi un altro grande step sono state le due 12 Ore, corse a ritmi un po più elevati rispetto ai miei standard. Una gran corsa che ricordo è inoltre la 24 Ore di Sacile, dove sulle strade di casa, assieme ad altri amici di squadra, sono riuscito a percorrere 540km ed ho incontrato per la prima volta Max (Massimiliano Bonin n.d.r.) con alcuni incontri formativi in preparazione e soprattutto con le birre bevute in compagnia a fine gara!

Eros Martelli con Massimiliano Bonin

Che suggerimento dai a chi vuole avvicinarsi al mondo della bici, ma è totalmente inesperto?

Il mio consiglio è quello di partire pian, piano. Scegliere una bici in negozi specializzati, prendere un mezzo non entry-level e fare il posizionamento in sella. Poi cominciare a divertirsi, magari facendo due uscite facili durante la settimana ed aggiungere km nel weekend. In un secondo momento, quando la condizione fisica migliora, iniziare con le salite e le lunghe distanze. Provare qualche randonee sui 130 km e sui 200 km in bicicletta, tentare qualche gran fondo, ma soprattutto divertirsi.

Che emozione ti da riuscire a portare a termine un obiettivo?

Diciamo che il bello è il viaggio, non il traguardo o la meta. Portare a termine queste corse o imprese, ti apre gli orizzonti. Capisci che il livello e l’asticella si alza, le ore in bici aumentano, i km salgono ed il dislivello non fa più paura. Il giretto della domenica, diventa il giro che dura tutto un weekend, la salita del Piancavallo, diventa la salita sulle montagne di casa, una di seguito all’altra. Amo godere a pieno del viaggio ed una volta arrivato, continuare a vedere sempre avanti, pensando già a quale sarà la tua prossima impresa. Bisogna seguire sempre la testa e non soffrire mai, divertirsi e sorridere. Pedalare con gli amici è molto bello e le esperienze e la felicità vanno condivise. Pedalare da soli in bicicletta è un gran esercizio mentale, ma condividere certe emozioni con qualcuno non ha prezzo.

Se vuoi saperne di più sulle avventure di Eros e dei suo compagni non pederti l’incontro di Venerdì 14 Giugno ore 20.30 presso i Magredi.

FARMACIA BONIN
VIA SACILE 2, 
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TEL: 0434778675

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