Abbiamo avuto il piacere di intervistare la Dott.ssa Carla Ferreri, Farmacista e Ricercatrice nonché cofondatrice e Direttore scientifico dell’azienda Lipinutragen. La Dott.ssa Ferreri è responsabile di diversi progetti nazionali ed internazionali che si pongono come obiettivo il miglioramento della salute grazie a scelte alimentari corrette e ad uno stile di vita appropriato. Ecco cosa ciò che ci ha raccontato:

Perché a suo avviso la maggior parte della gente vede i grassi come qualcosa da evitare? Lo dobbiamo a tutte le campagne pubblicitarie in cui si celebra il light, il magro o il “a basso contenuto di grassi”, quando invece non si tratta che di prodotti “fasulli” o che contengono additivi, conservanti e altri elementi dannosi?

La Dott.ssa Carla Ferreri

I grassi sono visti soprattutto come nemici dal grande pubblico a cui giungono informazioni su salute e “bellezza” del tipo: l’ACCUMULO (come obesità ed anche come sovrappeso) ha conseguenze dannose sulla salute; i CANONI ESTETICI non premiano le taglie medie o large, ed essere “magri” è sinonimo di benessere. L’incremento di sovrappeso ed obesità nella popolazione mondiale e l’associazione con maggiori rischi per la salute vengono sottolineati da tutte le organizzazioni sanitarie del mondo. Soltanto da poco si sta iniziando a mettere in evidenza che il sovrappeso ed obesità provengono da SBAGLIATE abitudini alimentari NON riferite, o per lo meno NON SOLTANTO, ai grassi. 

Nessuno però parla di quali siano i grassi che si accumulano e quindi come utilizzare i grassi nel modo giusto per non farli accumulare. Nella confusione generale, il pubblico pensa di evitare i grassi e le aziende puntano al MENO GRASSI o SENZA GRASSI nei loro prodotti: nessuno sa come siano importanti i grassi proprio per stare bene in salute!

La cover del libro “Dalla parte dei grassi” della Dott.ssa Carla Ferreri

Cosa si sente di dire a tutti i colleghi che continuano ad affermare che “i grassi fanno male”?

Se sono colleghi laureati in discipline delle scienze della vita, direi di tornare sui libri e di seguire appropriati corsi sulla lipidomica, che è la scienza del 21mo secolo a cui è affidato il compito di DIFFONDERE la cultura dei grassi nella medicina e prevenzione perché: SENZA GRASSI NON SI PUO’ VIVERE. Questo non è uno slogan ma la verità biologica, che tutti i laureati in discipline scientifiche sanno, perché di grassi è composta la membrana cellulare. Non esiste nessuna cellula senza la membrana!. 

Con i colleghi ricercatori, in ambito nazionale ed internazionale, io collaboro strettamente  per farli interessare al ruolo dei grassi in qualsiasi tipo di studio che essi conducono, dall’invecchiamento al cancro, al funzionamento di un nuovo farmaco o per una nuova terapia, perché tutto ciò che la cellula fa passa attraverso o coinvolge direttamente la membrana da cui essa è circondata. LA MEMBRANA NON È UNO SPETTATORE.

Qual è il falso mito che si trova più spesso a sfatare?

Ci sono i falsi miti che i grassi siano “cattivi” o debbano essere eliminati che, come detto prima, sono coltivati da un pubblico non esperto. Si deve convincere il pubblico a non abbandonare i grassi proprio per stare meglio in salute.

Se dovesse dare un valore alla qualità dell’alimentazione che vede al giorno d’oggi sulle tavole degli italiani quale sarebbe in un range tra 1 e 10?

Direi che siamo sotto il 5 in generale, però oggi sono più ottimista per la possibilità di miglioramento, constatando negli ultimi anni la sempre più crescente attenzione dei consumatori alla QUALITÀ e PROVENIENZA degli alimenti. Io spesso ricordo che “siccome paghiamo il carrello della nostra spesa, sarà bene essere sicuri della qualità di ciò che stiamo comprando!”.

Ci può spiegare cosa significano i termini “profilo lipidico” e “profilo lipidomico”?

Il profilo lipidico significa la qualità e la quantità dei grassi che è presente in un campione, che può essere una bottiglia di olio, un alimento, o anche un tessuto o una cellula di cui si fa l’analisi dei lipidi totali. Per esempio nell’uomo il profilo lipidico è quello che si ottiene dal plasma con il livello di colesterolo, trigliceridi e lipoproteine, ed anche con l’analisi degli acidi grassi che principalmente sono costituenti dei trigliceridi, appunto plasmatici. Il profilo lipidomico non si riferisce solo alla tipologia dei grassi, alle loro strutture e funzioni ma alla presenza dei grassi come risultato del metabolismo e delle funzioni dell’organismo. Quindi  il profilo lipidomico considera i grassi in un modo “dinamico” ed interpreta la condizione generale del soggetto. Per fare ciò si parte dalla scelta dell’appropriato campione del quale si fa l’analisi, in modo che possa rappresentare il metabolismo. Nel profilo lipidomico si segue la cellula più rappresentativa dell’organismo che è il globulo rosso maturo. Il profilo lipidomico del globulo rosso maturo ci racconta la condizione dell’organismo dovuta ad alimentazione, a metabolismo, ad abitudini e stili di vita, ed anche a condizioni di stress, traumi, quindi collegando lo stato dei grassi alle condizioni fisiologiche e patologiche del soggetto.

Qual è il risultato di cui va più fiera nella sua carriera di Farmacista e Ricercatrice?

Come Farmacista iniziai nella Farmacia di mio padre capendo anche l’importanza di un’attività professionale che è la più vicina ai bisogni della società in termini di salute.  Sono fiera di appartenere ad una generazione di Farmacisti, a partire da mia nonna Rosa laureata in farmacia nel 1923 che ricordo ancora come fosse ritenuta “salvatrice” di tutte le persone del quartiere per le quali aveva fatto preparazioni galeniche. 

Come Ricercatrice, sono fiera di appartenere a quella parte della società che prepara il futuro per gli altri, perché vede più avanti degli altri in termini di quali siano gli obiettivi da raggiungere, per esempio per l’avanzamento del settore della medicina molecolare della quale mi occupo.

Esiste un valore in percentuale di grassi che dovremmo mangiare giornalmente? 

I quantitativi di grassi sono dati dalle tabelle nutrizionali in termini di grammi di grassi giornalieri (45-77 g/die per la donna; 55-97 g/die per l’uomo). Ma la cosa più importante è la QUALITÀ di questi grassi che provengono dalla dieta e devono essere quanto più possibile di natura INSATURA (monoinsaturi e polinsaturi). Per fare la migliore scelta possibile i consumatori devono essere informati bene, ovvero senza subire pressioni da interessi economici, ed io vedo i Farmacisti in prima linea n questa attività informativa per la salute pubblica.

Grasso e cellule: perché questa relazione è estremamente importante? 

Come ho detto prima senza grassi non si può vivere: questo perché i grassi servono a comporre una parte indispensabile alla vita che è la membrana cellulare presente per ogni cellula di ogni tessuto. Nella membrana i grassi devono raggiungere un equilibrio molecolare dato dalla qualità dei grassi saturi, monoinsaturi e polinsaturi in essa presenti, così da permettere il regolare svolgimento delle funzioni di passaggio di nutrienti e segnali, necessarie in ogni istante della vita.

Se i grassi non sono in equilibrio (a causa di cambiamento di metabolismo, di ritmi di vita, affaticamento, invecchiamento, etc.. ), queste funzioni iniziano a non essere ben svolte, e iniziano i primi segni di stress e fatica, che richiamano attenzione per il controllo del profilo lipidomico.

Non è più un mistero che uno dei problemi del nostro secolo è l’infiammazione, ovvero quello stato particolare che spesso colpisce chi ha uno stile di vita scorretto, chi è stressato e soprattutto chi ha un’alimentazione sbagliata. Uno stato di infiammazione permanente può degenerare in malattia e può comportare infinite problematiche. Ci può parlare di qualche test e ricerca da lei fatti in merito a tale tematica che avvalora la nostra affermazione?

L’infiammazione è un processo ben noto e studiato oramai da decenni. L’infiammazione viene regolata in primis dal livello di acido arachidonico, un grasso che proviene dall’assunzione di omega-6 dalla dieta. Quindi mangiando omega-6 il nostro organismo prepara acido arachidonico che è il “grasso” da cui provengono i primi segnali per la risposta infiammatoria. Infatti, i farmaci antinfiammatori svolgono la loro azione contrastando la trasformazione metabolica dell’acido arachidonico, riducendo quindi gli effetti di questo grasso così potente. Il livello di acido arachidonico si misura nella membrana cellulare tramite il profilo lipidomico, e nelle nostre ricerche sul profilo lipidomico di persone sane rispetto a quelle affette da patologie abbiamo riscontrato che l’acido arachidonico si innalza di tre volte in presenza di patologie. Quindi il grasso da controllare nell’infiammazione è proprio il livello dell’acido arachidonico. Ciò è possibile proprio attraverso l’alimentazione perché assumendo un adeguato bilancio tra omega-6 ed omega-3 possiamo controllare che non si innalzi il livello dell’acido arachidonico, come abbiamo dimostrato in una nostra ricerca sulla nutrizione lipidica di soggetti eseguita per via parenterale.

Grassi e alte temperatura (in cucina): è questo il problema o si tratta di come e quando consumarli al fine di mantenere il nostro metabolismo efficiente?

Nella ricetta i grassi devono essere presenti come ingrediente in qualità ben bilanciata, ovvero per mettere nel piatto pochi grassi saturi, apportare preferibilmente grassi insaturi, ovvero monoinsaturi (da olio di oliva) e polinsaturi omega-6 ed omega-3 in equilibrio tra di loro. 

Quando si cucina con i grassi, si deve fare in modo da non scaldare molto ovvero mettere i grassi sempre in presenza di acqua (emulsione olio-acqua) così la temperatura che si raggiunge non è mai superiore a 90 gradi. La frittura, che raggiunge temperature molto più alte, si può fare solo con un olio resistente e mai per più di 5-10 minuti. Quindi, per evitare di arricchire il cibo di grassi saturi, per la frittura è consigliabile utilizzare l’olio di oliva.

Dott.ssa Ferreri, stimiamo il grande lavoro di ricerca e la qualità dei prodotti Lipinutragen, azienda con cui collaboriamo oramai da anni. Quanto è stato importante per lei poter mettere a disposizione il suo know-how e le sue conoscenze nella scelta dei prodotti da offrire alla clientela e per il loro processo produttivo?

Innanzitutto vorrei sottolineare che Lipinutragen è nata come spin-off approvato ufficialmente dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, ovvero avendo presentato e ricevuto approvazione per un progetto d’impresa innovativa nel settore della salute umana che portasse al mercato prodotti sostenuti da validità scientifica e non per mero profitto economico. Con queste premesse, e con la presenza di ricercatori CNR nel management dell’azienda Lipinutragen, il pubblico può essere certo al 100% che i prodotti sono frutto delle più avanzate ricerche e metodologie scientifiche, creati con le formulazioni più efficaci ed il massimo della qualità possibile.

È stato per me importantissimo vedere che la mia attività di studio e le mie conoscenze potessero trovare uno sbocco reale nei prodotti che Lipinutragen porta al mercato, che esprimono quanto di più sicuro e provato scientificamente esiste per la salute. Aggiungo che il nostro approccio serve a capire di cosa l’organismo ha bisogno in modo personalizzato, evitando sprechi o addirittura errori nel comprare integratori di cui non si ha bisogno. Continueremo a lavorare intensamente con i professionisti del mondo della salute e cercheremo di raggiungere anche la loro clientela, a cui spiegare parole semplici ciò che la scienza ha comprovato per acquisire sempre maggiore salute.

Tra i servizi che offriamo in farmacia c’è anche il Fat Pharmacy, ovvero l’analisi lipidomica con check up molecolare dei lipidi di membrana.
È un test effettuato in collaborazione con il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) di Bologna rivolto a chi vuole raggiungere il benessere fisico e psichico migliorando il proprio stile di vita.

FARMACIA BONIN
VIA SACILE 2, 
FIASCHETTI DI CANEVA, PN
TEL: 0434778675

SITO WEB: www.farmaciabonin.it

E-MAIL: farmaciabonin@gmail.com

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