Informazioni e consigli dal tuo farmacista per i principali (piccoli) problemi estivi

Indice:

  • Punture di insetti
  • Punture di meduse
  • Punture di ricci di mare
  • Punture di pesci di mare: tracina o “pesce ragno”
  • Chinetosi
  • Herpes labiale
  • Eritemi ed ustioni solari – filtri solari
  • Verruche
  • Tinea Pedis (o “piede d’atleta”)

PUNTURE DI INSETTI

Le più frequenti punture di insetti sono provocate dagli imenotteri (api, vespe e calabroni) ma, anche se molto dolorose, nella maggior parte dei casi la reazione è solamente locale oppure blandamente sistemica (interessa cioè solo in modo blando tutto l’organismo).

Primo passo: la prevenzione delle punture

  • Giardino: non camminare scalzi nei prati; se si lavora in giardino indossare abiti che coprano tutto il corpo, cappello e guanti; attenzione ai fiori e alla frutta matura caduta; evitare movimenti bruschi con insetti vicino al corpo; non spostare tronchi di legno per terra, perché ci potrebbe essere un nido di vespe
  • Abbigliamento: no ai colori sgargianti o scuri e preferire il bianco o caki; evitare profumi, anche sui capelli
  • Sport: è bello farlo all’aperto, ma ricorda che sudore e anidride carbonica attraggono gli insetti; indossa casco, occhiali e guanti andando in biciletta
  • Pranzi all’aperto: non bere da lattine rimaste aperte e non lasciare avanzi, soprattutto carne, dolci e frutta matura; gli avanzi devono essere riposti in pattumiere ben chiuse facendo attenzione quando si aprono per estrarre il sacchetto.


Secondo passo: cosa fare dopo la puntura

Subito dopo la puntura ci aspettiamo una reazione locale caratterizzata da forte dolore, prurito, arrossamento e gonfiore nella sede colpita; sebbene faccia “molta scena” tende tuttavia a scomparire da sola in condizioni normali nel giro di qualche ora; qualche volta però queste reazioni locali sono più estese, ad esempio dalla mano migra anche al braccio, progredisce nelle 24 ore raggiungendo un picco di intensità in 48-72 ore e si risolve in circa una settimana.

Nella puntura di ape il pungiglione rimane attaccato alla nostra pelle in quanto è fatto ad uncino con vari dentelli; dopo la puntura l’ape si allontana ma lascia il pungiglione nella nostra pelle con alcuni segmenti addominali e le sacche velenifere.

Quando si avverte il dolore della puntura, bruciore e prurito NON sfregare la pelle per non schiacciare la sacca velenifera ed inoculare del tutto il veleno.

Dopodiché rimuovere delicatamente il pungiglione con una pinzetta, facendo attenzione a non schiacciare la sacca velenifera.

Come comportarsi nell’immediato

  • Non grattarsi
  • Disinfettare per evitare infezioni
  • Applicare del ghiaccio o acqua fredda per rallentare la diffusione del veleno
  • Applicare creme locali (chiedere al farmacista o al medico), e, nei casi un po’ più severi, farmaci per bocca
  • N.B. Recarsi al PS nel caso di punture multiple

Le reazioni sistemiche: appaiono prevalentemente nei soggetti allergici ma anche in soggetti non allergici punti simultaneamente in grande numero, e coinvolgono più organi del nostro organismo. Sono caratterizzate dalle seguenti manifestazioni, che si presentano generalmente dopo pochi minuti dalla puntura e sono tanto più gravi quanto più si manifestano tardivamente.

  • tosse e difficoltà a respirare, gola infiammata
  • giramenti di testa o vertigini, svenimenti o disturbi del battito cardiaco
  • nausea, vomito, diarrea, mal di pancia

Queste reazioni richiedono l’intervento tempestivo del medico.

PUNTURE DI MEDUSE

Chiunque sia stato punto da una medusa ha avvertito sicuramente una sensazione di bruciore immediato e molto forte, paragonabile ad una ustione, pelle arrossata e irritata, talvolta anche con bolle, vescicole e gonfiore, oppure dolore. La struttura urticante delle meduse è chiamata nematocisti, o capsula velenifera, che viene a contatto con la nostra pelle attraverso un filamento avvolto su sé stesso che viene espulso dalla medusa sotto stimolo fisico, ad esempio il contatto accidentale mentre nuotiamo.

Dopo 15-20 minuti il senso di dolore e intenso bruciore scompaiano e iniziano prurito e irritazione, che invece si protraggono.

Se dovessero insorgere invece sintomi maggiori, come mal di testa, vomito, nausea, pallore, vertigini, spasmi muscolari, allora è meglio avvertire un medico o andare al PS.

Cosa fare subito dopo la puntura

  • Uscire immediatamente dall’acqua e non grattarsi per non immettere velocemente in circolo il veleno
  • Guardare la zona colpita. Se restano attaccati alla pelle del corpo parti di medusa rimuoverli facendo attenzione a non schiacciarli per non incrementare la fuoriuscita del veleno; tra una manovra e l’altra sciacquare la parte colpita non utilizzando l’acqua dolce, che stimolerebbe le nematocisti eventualmente presenti sulla cute ancora cariche di veleno, ma acqua salata, che al contrario lo diluisce.
  • Alla fine applicare pomate consigliate dal farmacista o dal medico (es. gel d’alluminio o gel aloe vera), protraendo il trattamento per alcuni giorni. Una poltiglia di acqua e bicarbonato allevia il dolore e attua una blanda azione disinfettante.
  • Se si è creata una ferita, coprirla con una garza per non farla infettare

Cosa non fare

  • Non strofinare la zona colpita con la sabbia
  • Non toccare la sostanza urticante con le mani, che poi magari nella concitazione possono finire in bocca o negli occhi
  • Non utilizzare ammoniaca, perché deve essere applicata ad alte temperature per combattere il veleno dalla medusa; per lo stesso motivo non fare pipì sulla ferita
  • Non esporsi subito al sole

Se invece il contatto è avvenuto sugli occhi, procedere velocemente ad un lavaggio con acqua dolce fresca o soluzioni apposite oculari e consultare il medico o il farmacista

PUNTURE DI RICCI DI MARE

La puntura di ricci di mare è dolorosa e si infetta facilmente, ma per fortuna il riccio non inietta veleno.

Cosa fare. Dopo accurata disinfezione della ferita, è assolutamente indispensabile estrarre gli aculei con un ago e una pinzetta sterili, facendo attenzione a non spezzarli perché sono molto fragili; eventuali residui si sciolgono con impacchi di aceto. Nei giorni successivi andare dal medico se la ferita diventa gonfia, rossa e dolente; in caso di punture multiple considerare la validità della profilassi antitetanica.

PUNTURE DI PESCI DI MARE: TRACINA O “PESCE RAGNO”

Sapevi che la tracina è il pesce più velenoso del Mediterraneo? Le tracine sono tipiche dei fondali sabbiosi dei nostri mari anche vicino a riva. Può capitare che, inavvertitamente, camminando nell’acqua, la pianta del piede finisca sugli aculei della sua spina dorsale. Quest’ultimi penetrano nella pelle e rilasciano una tossina che provoca un dolore immediato molto intenso, che aumenta rapidamente, e che si protrae da un minimo di una decina di minuti a parecchie ore. La zona colpita appare inizialmente biancastra e successivamente rossa, tumefatta e gonfia, ed il gonfiore non rimane localizzato ma si estende alle parti vicine. Anche se il veleno del pesce ragno non è considerato pericoloso per l’uomo, può provocare formicolii, perdita di sensibilità nella parte interessata dalla puntura, ma anche nausea, vomito, mal di testa, febbre e difficoltà di respirazione.

Cosa fare: la prima azione è disinfettare la ferita e procedere ad estrarre gli eventuali aculei dalla pianta del piede con strumenti sterili. Dato che il veleno è sensibile al calore, è indicato mettere il piede in acqua salata molto calda (40-45°) per minimo un’ora, alcuni autori indicano anche la sabbia bollente se non c’è null’altro. Evitare assolutamente ammoniaca o ghiaccio. Si consiglia la profilassi antitetanica. 

CHINETOSI

La chinetosi (mal d’auto, mal di mare..) è provocata da stimoli sensoriali di movimento discordanti e contemporanei, come appunto stare per tanto tempo su una piccola barca cullati dalle onde. È dovuta ad una forte sensibilità del centro dell’equilibrio situato nell’orecchio interno che, nelle persone predisposte, sollecita più del dovuto il sistema nervoso centrale. I sintomi vanno da una sensazione di malessere generale fino a sudori freddi, vertigini, pallore, salivazione, nausea e vomito, sintomi che possono perdurare anche dopo la fine del viaggio. Frequenti nei bambini, aumentano con il ciclo mestruale, in gravidanza, con l’uso di anticoncezionali orali e in caso di emicrania. Altri fattori predisponenti sono il calore eccessivo, i rumori fastidiosi e la scarsa ventilazione del mezzo di trasporto.

Cosa fare: consigli pratici

Subito prima di mettersi in viaggio: non mangiare, soprattutto latticini e cibi ad alto contenuto proteico e calorico e evitare le bevande alcoliche in viaggio, così come gli odori forti; no intenso esercizio aerobico.

In viaggio in auto/pulmann: guidare se possibile, o sedere davanti al fianco del guidatore; guardare la strada e per i bambini predisporre un seggiolino rialzato; tenere i finestrini aperti (ambiente ventilato); non leggere ma distrarsi chiacchierando o ascoltando la radio;

In viaggio in nave: stare sul ponte in ambiente ventilato e guardare l’orizzonte; se si utilizzano cabine, sceglierle nel centro della nave e una volta all’interno stare sdraiati, immobili e con gli occhi chiusi

In viaggio in aereo: stare sulle ali dove si sentono meno le turbolenze

Cosa assumere prima del viaggio

Esistono rimedi che attenuano il senso di malessere descritto prima, che si trovano comunemente in farmacia e in altri esercizi; ricordarsi però di assumerlo alcune ore prima del viaggio, perché è meno efficace quando i sintomi sono già presenti. Assumerli è facile e vanno incontro a tutte le esigenze di tipologia di viaggio in quanto si trovano sotto forma di compresse, cerotti, gomme da masticare, ecc. È importante attenersi scrupolosamente alle indicazioni del foglietto illustrativo in quanto questi rimedi, appunto perché farmaci, hanno degli effetti collaterali e quindi sono controindicati in casi di alcune patologie o possono interferire con altri farmaci assunti, ad esempio con pillole per dormire, o con l’alcool.

HERPES LABIALE

Se sentiamo prurito sulle labbra e poi e vediamo comparire piccole vescicole una accanto all’altra (“a grappolo”), piene di siero, e sentiamo contemporaneamente bruciore, gonfiore e sensazione di punture di spillo, siamo di fronte all’Herpes labiale, comunemente detto “febbre sulle labbra”, una manifestazione provocata da un virus molto contagioso, l’Herpes Simplex 1, che rimane in noi dopo il primo esordio e si rimanifesta periodicamente. Queste lesioni mettono anche in imbarazzo la persona colpita per il suo aspetto non integro al volto.

Situazioni che favoriscono l’insorgere di Herpes labiale:

  • Luce solare
  • Piccole lesioni alle labbra
  • Stress fisici ed emotivi
  • Malnutrizione
  • Febbre e influenza
  • Malattie da raffreddamento
  • Temperature estreme/vento
  • Subito prima o in concomitanza delle mestruazioni

Se si guarda bene sono tutte situazioni in cui vi è un abbassamento delle difese immunitarie. Evitando o limitando questi fattori è possibile prevenire o diminuire la gravità dell’Herpes, che comunque guarisce spontaneamente.

Cosa fare ai primi sintomi

Alla comparsa dei primi sintomi (prurito e rossore alle labbra), applicare immediatamente del ghiaccio sulla zona pruriginosa. In seguito, dopo la comparsa delle prime bollicine, non grattarsi per non portare l’infezione alle zone circostanti, in quanto le bollicine sono piene di liquido che contiene il virus attivo. Applicare delle pomate che bloccano la replicazione del virus (si trovano in farmacia), per diverse volte al giorno e per 2-3 giorni. Anche in questo caso la tempestività viene premiata, in quanto sono inutili dopo qualche giorno dalla comparsa dei sintomi. Ricordarsi di lavarsi sempre le mani dopo aver applicato la pomata.

Se si osservano tutte queste accortezze in pochi giorni le vescicole si seccano e si cicatrizzano, lasciando il posto a delle crosticine che si staccano da sole completando così il processo di guarigione.

È sempre utile pensare anche a potenziare le difese naturali dell’organismo attraverso un’alimentazione ricca di frutta e verdura di stagione, bere molta acqua e non fumare.

Se, nonostante tutto questo, si vedono le bollicine “migrare” dalle labbra fino al naso e, ancora peggio, sul volto verso gli occhi, consultare un medico in tempi rapidi.

Cosa non fare

Evitare di passare la malattia agli altri e quindi non dare baci, non condividere tovaglioli, posate, bicchieri ma anche asciugamani che vengono a contatto con mani e volto.

Un piccolo trucco…al sole

Per quanto riguarda il sole, data la delicatezza della pelle delle labbra, è bene proteggere SEMPRE le labbra con una crema emolliente e protettiva (giorno e notte in qualunque stagione), all’aperto con filtro solare ad alto fattore, specialmente in presenza di riverbero dell’acqua, della neve o della sabbia, e specialmente in alta montagna, perché in quota diminuisce la percentuale di ozono in grado di assorbire i raggi ultravioletti. Ricordarsi di applicarla frequentemente.

ERITEMI ED USTIONI SOLARI

L’esposizione alla luce solare è essenziale per la vita dell’uomo ma comporta dei rischi sia a breve che a lungo termine. Importantissima come sempre la prevenzione, che si basa in primo luogo su accorgimenti di buon senso e in secondo luogo sull’impiego di vari schermi solari.

L’esposizione al sole: a cosa prestare attenzione Considerazioni
Età della personaBambini ed anziani sono i soggetti più sensibili. Mai sole diretto ai bambini tra 0 e 6 mesi.
Fototipo solareRispettare sempre le caratteristiche del proprio Fototipo (vedi tabella 1) per scegliere la crema solare
Luogo di esposizioneSuperfici neutre o riflettenti la luce come acqua, neve, sabbia fanno la differenza. In quota gli accorgimenti e gli schermi solari devono aumentare
Orario di esposizioneTra le 11.00 e le 16.00 la radiazione solare è più intensa
Durata dell’esposizioneNon oltrepassare mai la durata massima dell’esposizione prevista dal proprio Fototipo, calcolando anche la protezione fornita dalla crema solare
Percentuale di pelle scoperta  Valutiamo l’abbigliamento idoneo alla situazione ricordando che naso, occhi e labbra sono più delicati di gambe e braccia e quindi vanno sempre protetti
FarmaciInformati dal tuo farmacista se i farmaci che stai prendendo sono foto-sensibilizzanti, cioè aumentano la sensibilità della pelle alla luce solare (es. antibiotici, antistaminici, ecc.)
ProfumiFai attenzione anche ai profumi che possono determinare ustioni ed allergie se esposti alla luce UV


Tabella 1 – Fototipo, accorgimenti preventivi e schermi solari

FototipoReazioni all’esposizione solareTempo di autoprotezione e reazione della pellePrevenzione scottature

(NB In montagna aumentare il fattore di protezione della crema solare
SPF – vedi più avanti)
Fototipo 1 Capelli rossi o biondi Pelle molto chiara Spesso efelidi Occhi chiari    Sensibilità agli UV elevata   Sempre scottature Poca abbronzatura  Circa 5-10 minuti
Ombra durante le ore più calde Sempre cappello e occhiali da sole Vestiti lunghi e/o crema solare con protezione massima Protezione massima labbra  
Fototipo 2 Capelli biondi Pelle chiara Occhi chiari  Sensibilità agli UV elevata   Scottature facili Poca abbronzaturaCirca 10-20 min
Ombra durante le ore più calde Cappello e occhiali da sole Protezione massima labbra Schermo massimo almeno per la prima settimana  
 
Fototipo 3 Capelli castani Pelle mediterranea Occhi bruni  Sensibilità agli UV media   Modeste scottature Abbronzatura omogenea dopo eventuale eritemaCirca 20-30 min
Cappello e occhiali da sole Ombra durante le ore più calde Protezione labbra Crema solare SPF 30, a scalare 20    
Fototipo 4 Capelli scuri o neri Pelle scura Occhi scuri  Sensibilità agli UV scarsa   Minime scottature Abbronzatura rapidaCirca 30-45 minCappello e occhiali da sole Protezione labbra Crema solare SPF 20, a scalare 10    
Fototipo 5 Capelli neri Pelle olivastra Occhi scuri  
Sensibilità agli UV minima  
Si scotta raramente Abbronzatura rapida e intensa
Circa 60 minCappello e occhiali da sole Protezione labbra Crema solare SPF 10    
Fototipo 6 Capelli neri Pelle nera Occhi scuri  
Sensibilità agli UV nulla  
Non si scotta mai (Pelle naturalmente pigmentata)
Circa 90 minCappello e occhiali da sole Protezione labbra Crema solare SPF 6/4    

Cosa fare in caso di eritema solare

L’eritema solare si presenta dopo alcune ore dall’esposizione al sole e si manifesta con cute arrossata e secca, calda e dolente al tatto, nei casi più gravi gonfia e con bolle piene di siero liquido. La gravità è molto variabile e può andare da una semplice scottatura fino ad una ustione. Possono apparire anche sintomi generali, come malessere, mal di testa e febbre, che se intensi, necessitano di visita medica.

Non sottovalutiamo le “semplici” scottature… chi ne ha “collezionate” molte, soprattutto in età giovanile, ha un aumentato rischio di sviluppare inestetismi come macchie cutanee e precoce formazione di rughe, oltre ad andare più facilmente incontro a tumori della pelle.

  • Primo consiglio: idratarsi bene per controbilanciare la disidratazione
  • Secondo consiglio: applicare prima possibile impacchi di acqua fresca e tiepida (non fredda!) sulla pelle per alleviare la sensazione di calore, bruciore e pizzicore, oppure farsi una bella doccia rinfrescante, asciugando la pelle con panni morbidi senza strofinare. Successivamente spalmare creme emollienti e idratanti (es. gel a base di aloe, amamelide, malva, camomilla), nei casi più gravi prodotti per ustioni. Bisogna ovviamente evitare di esporsi nuovamente al sole (o alle lampade UV) fino a quando l’eritema non si è risolto, resistere a grattarsi ed evitare peeling e scrub della pelle. La guarigione avviene nell’arco di alcuni giorni a seconda della gravità dell’ustione.
  • Terzo consiglio: in caso di ustione grave con bolle queste non vanno mai rotte, in quanto è facile che la pelle sottostante, molto delicata, si infetti. Il medico può prescrivere pomate specifiche antibiotiche, medicazioni sterili e anche farmaci per bocca. Si può tornare al sole, protetti, quando le bolle sono scomparse.

Ricorda:

  • esistono anche indumenti anti-UV, che potrebbero essere comodi per soggetti che praticano sport o che devono necessariamente lavorare all’aria aperta
  • alimentazione e integratori pre-esposizione: mangiare tanta frutta e verdura, in modo da assumere acqua attraverso i cibi ma anche vitamine, minerali e antiossidanti che aiutano a rigenerare la pelle; sono reperibili integratori specificamente formulati per prevenire gli eritemi solari e favorire un’abbronzatura meno problematica, chiedi al tuo farmacista!

FILTRI E SCHERMI SOLARI

I filtri e gli schermi solari che troviamo nelle creme hanno il compito di assorbire o riflettere le radiazioni solari che arrivano sulla terra e quindi sulla nostra pelle

Differenza tra filtri e schermi solari

Filtri solariSchermi solariNote
Assorbono i raggi UV; nei prodotti troviamo due o più composti per proteggere contemporaneamente dagli UVA e UVB Esempio: Benzofenoni Acido PABA

Riflettono e deviano tutte le luci dello
spettro visibile e UV, quindi schermano totalmente i raggi solari.  
Esempio: Biossido di titanio,
ossido di zinco   Non troppo consigliati per pelli grasse/acneiche, potrebbero occludere i pori
Filtri e schermi vanno applicati 20-30 minuti prima dell’esposizione solare e rinnovati dopo i bagni o sudorazione eccessiva


Il Fattore di protezione Solare (SPF)

L’SPF (Sun Protection Factor) è uno standard per indicare il livello di protezione di una crema solare. Utilizza una scala da 2 a 50 e indica il rapporto tra il tempo necessario per produrre un arrossamento minimo della pelle (non la scottatura ma i primi segni di blando eritema) dopo l’applicazione corretta di una protezione solare e il tempo richiesto per causare lo stesso arrossamento con la pelle senza protezione solare.

Esempio: fattore di protezione 10: prima di scottarsi il soggetto può esporsi al sole per un tempo 10 volte maggiore rispetto all’esposizione non protetta. Il fattore di protezione solare più alto ed efficace è l’SPF 50. Per legge e a seguito di test clinici verificati, non esistono protezioni solari con fattore protettivo 100 o schermo totale.

Non sopravvalutiamo le creme solari…

Succede spesso, soprattutto se utilizziamo fattori SFP 50 o simili, di fare troppo affidamento sulla protezione fornita dalla crema trascurando le regole di comportamento volte a ridurre l’esposizione, regole che per comodità riportiamo di seguito. Per questo motivo queste persone risultano paradossalmente a maggior rischio di scottature per sovraesposizione in quanto è molto facile una applicazione insufficiente con dosi scorrette o il mancato rinnovo dell’applicazione.

Quindi è sempre raccomandato l’uso di creme solari INSIEME alle corrette regole di comportamento, che qui elenchiamo:

  • Evitare o ridurre al minimo l’esposizione dalle 11.00 alle 16.00 e sostare spesso all’ombra
  • Utilizzare quotidianamente un filtro solare adatto al proprio fototipo, nella quantità giusta, e ripetere l’applicazione spesso per evitare il più possibile arrossamenti della pelle
  • Mai sole diretto ai neonati da 0 a 6 mesi, i filtri solari dai 6 mesi in su.
  • Guardarsi allo specchio per esaminare la pelle del proprio corpo ogni mese (anche d’inverno), per scoprire eventuali nuove lesioni ed effettuare una visita di controllo annuale dal dermatologo (vedi box)
  • Utilizzare sempre: cappello, occhiali che filtrano i raggi UV, protezione labbra e, a seconda dell’ambiente (mare, montagna..) e del nostro fototipo, indossare un l’abbigliamento adatto (es. per intolleranze conclamate abiti lunghi che coprono anche braccia e gambe)
  • Minimizzare l’uso di lampade abbronzanti

I nei: sorvegliati speciali

Devi controllare i nei 1 volta al mese, soprattutto se ti identifichi in una o più di queste situazioni

  • pelle molto chiara o che si scotta facilmente, pelle con lentiggini
  • molte scottature solari nell’infanzia o adolescenza
  • frequente esposizione a radiazioni ultraviolette artificiali di lampade abbronzanti o lettini solari
  • più di 50 nei in tutto il corpo
  • Nei in zone poco visibili come dita piedi, ombelico, pieghe sottomammarie, genitali, ecc.

Come si fa a controllare i nei?

Mettiti in una stanza ben illuminata davanti allo specchio, e guarda ogni neo presente sul tuo corpo. Applica lo schema sottostante:

  • A – come Asimmetria: forma irregolare
  • B – come Bordi: irregolari o sfrangiati
  • C – come Colore: colore molto scuro o con sfumature diverse all’interno dello stesso neo
  • D – come Dimensioni: in aumento sia in larghezza che in spessore
  • E – come Evoluzione, cioè cambiamenti nel tempo

Guarda anche se il neo sanguina, prude o è circondato da un’area arrossata.

TINEA PEDIS o “PIEDE D’ATLETA”

Mai sentito parlare di “piede d’atleta?” Anche se lo sport non è il tuo forte, questa è una comune patologia fungina che colpisce i piedi, per il solo fatto di camminare scalzi in bagni o docce pubbliche, spogliatoi, piscine o palestre. È per questo che gli sportivi ne sono spesso colpiti…ma anche per altri motivi, come l’accumulo di umidità (calze o scarpe sudate), ambienti caldo-umidi, calzature non traspiranti (es. gomma), scarpe strette.

Tra le dita dei piedi – generalmente ci accorgiamo della malattia quando insorgono prurito, bruciore, screpolature fino a rottura della cute tra il quarto e quinto dito dei piedi (o il terzo e quarto); possiamo poi vedere desquamazione leggera o piccole vesciche con liquido. Le lesioni possono estendersi anche sulla pianta del piede e alle unghie.

Come fare per non prendere i funghi ai piedi?

  • Lava i piedi ogni giorno e asciugali con cura, specialmente nella zona tra le dita
  • Indossa calzini e calze in tessuto naturale, come il cotone, cambiali regolarmente e lavali in acqua calda
  • Non condividere mai asciugamani, calze o scarpe
  • Utilizza scarpe traspiranti (di materiali naturali) e non strette in punta per evitare l’eccessivo ristagno di sudore
  • Lascia all’aria le scarpe dopo l’uso per eliminare l’umidità che normalmente si accumula durante il giorno
  • Utilizza sempre ciabatte o sandali in bagni, spogliatoi o docce pubbliche
  • Lascia i piedi all’aria aperta più che puoi

Cure: di pertinenza del medico, dopo la diagnosi esatta, solitamente con farmaci antifungini topici.

VERRUCHE

Complice la bella stagione e la voglia di liberare il corpo da vestiti e scarpe, l’estate è il periodo in cui è più facile contrarre le verruche.

Dove si prendono? È facile prendere le verruche in ambienti caldo/umidi, come piscine, palestre, saune, docce comuni, dove vive particolarmente bene il virus che le provoca e che entra nella nostra pelle approfittando di piccole lesioni o graffi anche impercettibili, oppure della debolezza della pelle dovuta ad altre cause. Per questo le verruche insorgono frequentemente nelle parti scoperte del corpo, ad esempio dorso mani e dorso-laterale delle dita, alla pianta dei piedi, ma anche al viso.

Come faccio a prenderle? Si prendono per contatto diretto con la persona infetta o con le sue cose (asciugamani, scarpe, oggetti, ecc.) Possono persistere sulla pelle per mesi e poi regredire spontaneamente e ripresentarsi nello stesso punto o più frequentemente in punti diversi del corpo.

Consigli utili per prevenire le verruche

  • Cammina sempre con le ciabatte di gomma in ambienti caldo-umidi e igienizzale almeno una volta a settimana in una soluzione disinfettante
  • Utilizza solo le tue calzature e asciugamani senza metterli a contatto con altri
  • Indossa scarpe che lasciano traspirare il piede, soprattutto in estate
  • Fai attenzione alle camminate a piedi nudi, anche in giardino, per via dei piccoli graffi
  • Per prevenire le verruche alle mani, indossa guanti protettivi in plastica e dopo lava le mani con un detergente delicato e asciugarle bene
  • Se hai già dei graffi sulla pelle e vai in ambienti caldo/umidi, coprirli con cerotti impermeabili

Come eliminarle?

Con pomate di varia natura acquistabili in farmacia, dopo una diagnosi medica per confermare che si tratta davvero di verruca, oppure con dispositivi medici reperibili sempre in farmacia che sfruttano le proprietà del freddo, oppure dal dermatologo con diversi mezzi (crioterapia, laser, ecc.)

Bibliografia:

Klaus WK., Allen RJ., Saavedra AP. – Fitzpatrick. Manuale ed atlante di dermatologia clinica Ed. Piccin, 2020

Pippione M., Carlesimo OA., Bernengo MG., Amerio PL., Bossi G., Leigheb G., Zina G. – Elementi di dermatologia e venereologia – VI Edizione, Ed. Minerva Medica, 1998

Obiettivo Farmacista – Anno 3, Numero 3, maggio 2006 – Terapie disponibili per la cura dei più comuni disturbi dell’estate – Ed. Medical Education Italia

B. Barankin B., Freiman A., – Dermo notes. Manuale tascabile di dermatologia clinica, Ed. Minerva Medica, 2009.

 

Articolo a cura della Dottoressa Valentina Tomasi, Farmacista e Tossicologa

FARMACIA BONIN
VIA SACILE 2,
FIASCHETTI DI CANEVA, PN
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